Missile russo su Sumy, uccisi sei soldati ucraini in un campo di addestramento
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Redazione Esteri
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Un attacco missilistico russo ha colpito ieri un poligono di tiro nella regione ucraina di Sumy, causando la morte di almeno sei militari e il ferimento di una decina di altri. Lo ha confermato la Guardia nazionale ucraina, dopo che Mosca aveva già rivendicato l’operazione, definendola un "colpo preciso" contro un sito di addestramento delle forze armate nemiche.
Secondo il Ministero della Difesa russo, l’offensiva è stata condotta con un missile balistico Iskander, lo stesso sistema più volte impiegato per colpire obiettivi militari in profondità. Le autorità di Kiev, pur riconoscendo le vittime, hanno respinto le cifre fornite da Mosca, che parlava di "oltre 70 militari neutralizzati", inclusi una ventina di istruttori. "Erano stati predisposti protocolli per evitare assembramenti in caso di allarme aereo", ha precisato la Guardia nazionale, lasciando intendere che il bilancio avrebbe potuto essere più grave.
L’episodio si inserisce in una fase di intensificazione degli attacchi russi nelle retrovie del fronte, dove l’esercito ucraino addestra nuove unità in vista di un possibile contrattacco. Sumy, regione al confine nordorientale, è stata più volte presa di mira dall’inizio dell’invasione, ma raramente con conseguenze così dirette sul personale militare.
Intanto, mentre le indagini sulla dinamica proseguono, il governo di Volodymyr Zelensky non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto. Da Washington, dove Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, non sono arrivate reazioni immediate, né è chiaro se l’episodio influenzerà i colloqui in corso tra gli alleati della Nato.




