Caldo record, Milano prima in Europa per morti: 1.156 decessi in tre mesi

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell'Università Statale di Milano, past president di ANPAS e vice presidente di Samaritan International, ha lanciato l'allarme: "Le ondate di calore non sono soltanto una condizione di disagio, ma rappresentano un vero e proprio fattore di rischio per la salute pubblica, soprattutto per gli anziani, i fragili e le persone affette da patologie croniche cardiovascolari, respiratorie, metaboliche o renali".

Le sue parole arrivano mentre l'Italia è stretta nella morsa di una delle estati più roventi mai registrate, con l'afa che non dà tregua e le città del Nord trasformate in fornaci a cielo aperto.

Un'emergenza che ora ha un bilancio drammatico, certificato dai numeri di uno studio condotto dall'Imperial College di Londra e dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine. Tra giugno e agosto 2025, solo a Milano sono morte 1.

156 persone a causa del caldo estremo: un dato che piazza il capoluogo lombardo al primo posto nella classifica delle 854 città europee analizzate, davanti a Roma con 835 vittime, Barcellona e Atene ferme a 630. Napoli segue al quinto posto con 579 decessi, mentre Torino chiude la top ten con 230 morti. Complessivamente, in Italia si contano 4.597 decessi attribuibili alle temperature elevate, il numero più alto in assoluto in Europa: un triste primato che precede la Spagna (2.841 vittime), la Germania (1.477) e la Francia (1.444).

Perché il caldo uccide: il peso sulle fragilità e il paradosso delle isole di calore

Lo studio, che ha stimato un totale di oltre 16.500 decessi correlati al riscaldamento globale nel Vecchio Continente, evidenzia come il cambiamento climatico abbia triplicato il numero di vittime in appena dieci giorni tra giugno e luglio. A essere più esposti sono gli over 65, che rappresentano l'85% dei decessi, e in particolare gli ultraottantacinquenni, che da soli costituiscono il 41% del bilancio complessivo.

Le alte temperature agiscono come un acceleratore di patologie preesistenti: lo stress termico mette a dura prova cuore e polmoni, scatena scompensi cardiaci, ictus e insufficienze renali che nei soggetti fragili possono rivelarsi letali. Ma a fare la differenza, secondo l'OMS, sono anche fattori strutturali come l'invecchiamento demografico e una rapida urbanizzazione che favorisce la formazione delle cosiddette "isole di calore", dove il cemento e l'assenza di verde fanno impennare le temperature notturne impedendo al corpo di recuperare.

L'Europa si surriscalda, l'OMS lancia l'allarme: "Il caldo è un killer silenzioso, ma non è inevitabile"

La Regione europea, ha ricordato Hans Henri P. Kluge, Direttore dell'OMS per l'Europa, si sta riscaldando più velocemente di qualsiasi altro continente e ne sta pagando il prezzo in vite umane. Negli ultimi quattro anni, il caldo estremo ha causato oltre 200.000 decessi prematuri nel Vecchio Continente, una strage silenziosa che si consuma per lo più tra le mura domestiche e nei reparti ospedalieri.

Di fronte a questa emergenza, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha risposto pubblicando la seconda edizione dei suoi Heat-Health Action Plans, linee guida per passare da una gestione emergenziale a una prevenzione strutturale.

Otto i pilastri individuati, dalla definizione di una governance chiara con ruoli e responsabilità ben definiti, all'installazione di sistemi di allerta precoce che attivino misure di protezione quando le temperature raggiungono livelli critici, fino alla mappatura dei soggetti fragili e al rafforzamento della resilienza dei servizi sanitari per gestire i picchi di domanda.

Milano e Roma sul podio europeo: un'estate da dimenticare

La ricerca britannica, che ha analizzato oltre 16.000 decessi in tutto il continente, ha rivelato una geografia della sofferenza che ha il suo epicentro nel bacino del Mediterraneo. Con Milano e Roma rispettivamente prima e seconda in classifica, e con Barcellona e Atene a completare un poker di città simbolo della crisi climatica, il Sud Europa si conferma la regione più esposta al fenomeno.

In media, i ricercatori stimano che il cambiamento climatico abbia aumentato le temperature urbane fino a 3,6°C in più rispetto a un'estate senza riscaldamento globale, e che senza l'impatto antropico sul clima tra 15.000 e 17.800 di questi decessi non si sarebbero verificati. Un monito che arriva mentre l'Italia è ancora alle prese con l'ondata di calore e mentre il dibattito sulle politiche di adattamento si fa sempre più urgente, tra la necessità di riforestare le città e quella di ripensare gli spazi urbani per renderli più vivibili.

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