Rapina ai portavalori in Toscana: undici arresti, nove in Sardegna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Undici ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite oggi, 19 maggio, nell’ambito dell’inchiesta sulla rapina ai portavalori avvenuta lo scorso marzo in Toscana. Nove degli arresti hanno riguardato la Sardegna, in particolare la zona tra l’Ogliastra e la Barbagia, in provincia di Nuoro, mentre uno degli indagati è stato fermato a Bologna, sebbene la sua presenza in città fosse legata a motivi personali e non all’attività criminale. Un altro, invece, pur essendo sardo, risiedeva ormai stabilmente in Toscana, mantenendo però stretti legami con la terra d’origine.

I reati contestati vanno dalla rapina pluriaggravata alla detenzione di armi da guerra, esplosivi e munizioni, fino al furto e alla ricettazione. L’episodio risale al 28 marzo, quando il commando, composto da undici persone tra i 33 e i 54 anni, ha bloccato due portavalori sulla Variante Aurelia, a San Vincenzo, portando via un bottino stimato in tre milioni di euro.

Quello che colpisce, oltre alla violenza dell’azione, è il profilo degli arrestati: per lo più contadini, piccoli imprenditori agricoli o modesti proprietari terrieri, che nelle campagne sarde avrebbero pianificato l’assalto. Un dettaglio che ha sorpreso, considerando l’organizzazione e la determinazione dimostrate durante il colpo. Tra l’altro, alcuni video dell’assalto, diffusi in rete, avevano già fatto intuire l’origine sarda dei rapinatori, confermata ora dalle indagini.

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