Verona e Cremonese si annullano in una notte di paura

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In una serata densa di significati per la lotta salvezza, lo stadio Zini di Cremona ha ospitato un pari senza reti che lascia sostanzialmente immutate le posizioni in classifica, ma che racconta di due squadre costrette a fare i conti, più che con le ambizioni, con le difficoltà oggettive di un campionato logorante. La partita, definita senza mezzi termini dal tecnico di casa Davide Nicola come "la classica partita da salvezza", ha visto protagonisti soprattutto i portieri, con l'estremo difensore scaligero Simone Perilli, chiamato in causa a sorpresa, rispondere presente in più di un'occasione agli assalti della formazione lombarda. Un match in cui le occasioni da gol non sono certo mancate, come dimostra il tentativo dalla lunghissima distanza di Jamie Vardy già al settimo minuto, ma che ha visto il punteggio di fatto immacolato fino al triplice fischio.

Le scelte di Zanetti e il cambio tra i pali

A finire sotto i riflettori, nell'immediato post-partita, è stata principalmente la decisione dell'allenatore del Verona, Paolo Zanetti, di sostituire il titolare Lorenzo Montipò con Perilli. Una scelta tecnica, come ha tenuto a precisare lo stesso mister in conferenza stampa, che non nasconde alcun risvolto personale nei confronti del primo portiere. "Penso di avergli dato molta fiducia, anche incondizionata", ha spiegato Zanetti, il quale ha poi aggiunto di aver valutato "una situazione psicologica non ottimale" per Montipò dopo sei partite in quindici giorni, optando quindi per Perilli che, a suo dire, "ha risposto benissimo". Una rotazione dettata dal calendario serrato e dalla necessità di infondere nuova energia in un reparto decisivo, in un momento in cui la squadra, come ha sottolineato lo stesso allenatore, naviga in acque agitate.

Una squadra ridotta all'osso ma con orgoglio

Le parole di Zanetti hanno poi descritto un quadro generale piuttosto complesso per la formazione gialloblù, arrivata a Cremona in condizioni quasi paradossali. "Quando le cose non vanno bene le disgrazie arrivano tutte assieme", ha osservato il tecnico, riferendosi a una lunga serie di indisponibilità che ha costretto a schierare diversi giocatori non abituati a partire titolari o reduci da infortuni. Tra questi, ha voluto evidenziare l'impegno di Pol Lirola, "arrivato da un giorno e si è messo a disposizione", citando poi anche i contributi di altri come Slotsager, Ebosse, Serdar e Niasse. Un mosaico di situazioni che, nonostante tutto, ha lasciato spazio a un sentimento di orgoglio per la reazione mostrata in campo da chi è stato chiamato a sopperire alle numerose assenze.

La lettura di Nicola e il vestito dell'umiltà

Dall'altra parte, costretto a seguire la gara dalla tribuna per una squalifica, Davide Nicola ha analizzato la prestazione della sua Cremonese riconoscendo le oggettive fatiche di entrambe le compagini. "Squadre come noi, che avevano qualche problemino come lo abbiamo avuto noi stasera", ha dichiarato, mettendo in luce come la partita sia stata soprattutto una questione di carattere e approccio mentale. Il merito principale, secondo il suo punto di vista, è stato quello di aver "saputo vestire un vestito diverso, con umiltà", un elemento chiave in un confronto diretto dove il punto conquistato, seppur non decisivo, rappresenta un tassello importante nel complicato puzzle della salvezza. Una serata, quindi, dove la tattica e la freschezza mentale hanno giocato un ruolo almeno pari al talento tecnico.

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