Il ritorno di Kratos nell’Ade: annunciato il remake della trilogia greca e il prequel Sons of Sparta getta i fan nella confusione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
A oltre vent’anni dall’esordio di God of War su PlayStation 2, avvenuto nel marzo del 2005, Sony e Santa Monica Studio hanno scelto di chiudere le celebrazioni per l’anniversario della saga con un annuncio di quelli che lasciano il segno, e lo hanno fatto durante l’ultimo State of Play, confermando ciò che per i fan era stato per lungo tempo soltanto un desiderio, ovvero la realizzazione di un remake completo della trilogia originale ambientata nella Grecia antica -1. Il progetto, che riporterà in auge le gesta del Fantasma di Sparta attraverso i capitoli God of War (2005), God of War II (2007) e God of War III (2010), è stato svelato con un teaser che porta con sé un elemento di forte richiamo nostalgico: la voce di TC Carson, l’attore originale che diede anima e rabbia a Kratos molto prima che Christopher Judge ereditasse il ruolo nell’era norrena, prestandosi così a fare da trait d’union tra il passato e questo futuro prossimo -4-5. Lo studio ha però voluto subito mettere le cose in chiaro, spiegando che la lavorazione è ancora in una fase embrionale e che, di conseguenza, bisognerà armarsi di pazienza prima di rivedere il guerriero spartano all’opera con la grafica moderna, un dettaglio, quest’ultimo, che lascia intendere come l’attesa potrebbe essere piuttosto lunga ma, si spera, ripagata da un’operazione condotta con la cura che il materiale di partenza richiede -1.
Parallelamente all’annuncio del remake, e a sorpresa, la software house ha proceduto con il cosiddetto “shadow drop” di un Titolo completamente nuovo, God of War: Sons of Sparta, un prequel in pixel art bidimensionale sviluppato in collaborazione con Mega Cat Studios che è già disponibile per il download su PlayStation 5, andando a colmare quel vuoto narrativo che porterà i giocatori a esplorare la giovinezza di Kratos e il suo rapporto con il fratello Deimos durante il rigido addestramento nell’agoghé spartana -2-9. Tuttavia, l’entusiasmo per questa uscita inattesa è stato rapidamente offuscato da una ridda di polemiche e fraintendimenti sorti attorno a una delle caratteristiche tecniche elencate sullo store ufficiale del colosso giapponese, dove il gioco veniva segnalato con il supporto per 1-2 giocatori, una dicitura che ha fatto immediatamente scattare nei fan la speranza di poter vivere l’avventura in cooperativa, controllando magari proprio i due fratelli Deimos e Kratos contemporaneamente -3-6. La delusione è stata palpabile quando, al primo avvio, ci si è accorti che nessuna modalità a due giocatori era effettivamente accessibile, né tantomeno si poteva invitare un secondo utente a partecipare all’impresa, alimentando così il sospetto che si trattasse di un mero errore nella scheda di presentazione del prodotto.
Il giallo della cooperativa e la precisazione degli sviluppatori
La confusione, come spesso accade in questi casi, ha iniziato a montare rapidamente sui forum e sui social network, spingendo molti utenti a chiedere rimborsi dopo aver acquistato il titolo proprio sulla base di quella promessa, seppur implicita, di un’esperienza condivisa -3. A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci hanno pensato i primi filmati di gameplay pubblicati da IGN, nei quali il game director Zack Manko raccontava come il progetto fosse nato da un’e-mail “tentata senza alcuna speranza” inviata a Santa Monica Studio, un aneddoto che ha fatto il giro della rete ma che non risolveva il nodo principale [citation:fornita]. Ci sono volute quasi ventiquattr’ore di accesso dibattito prima che Santa Monica Studio intervenisse ufficialmente per placare gli animi e chiarire l’equivoco, spiegando in un post sui propri canali social che la modalità per due giocatori esiste eccome, ma non è quella che tutti si aspettavano -7. La funzione, hanno precisato gli sviluppatori, non è pensata per la campagna principale, bensì si sblocca esclusivamente dopo aver completato l’intera avventura in single player, permettendo così di accedere a una modalità sfida aggiuntiva che può essere affrontata in cooperativa locale, seduti sullo stesso divano, un’informazione che ha restituito un senso alla dicitura “1-2 giocatori” ma che ha comunque lasciato l’amaro in bocca a chi sperava di rivivere l’intera storia in compagnia.
L’ombra di Deimos e le potenzialità inespresse del combat system
L’equivoco, in ogni caso, nasceva anche da presupposti narrativi piuttosto solidi, visto che la trama di Sons of Sparta ruota inevitabilmente attorno alla figura del fratello di Kratos, un personaggio che, come raccontano le cronache di gioco, ha sempre esercitato un fascino particolare sui fan pur essendo apparso in modo relativamente fugace nella saga principale, quasi come una sorta di Boba Fett dei videogiochi, capace di lasciare un’impronta profonda nella mitologia della serie con poche ma essenziali inquadrature [citation:fornita]. Le sequenze mostrate nei trailer, nelle quali si vedevano i due ragazzi combattere spalla a spalla, avevano fatto pensare a una gestione dinamica dei due personaggi, quando in realtà la presenza di Deimos si limita a interventi programmati o a momenti scriptati all’interno dei boss fight, senza che mai il controllo passi effettivamente al secondo fratello, se non in quella succitata modalità extra una volta terminato il racconto principale -3-10. Il gameplay, per il resto, si presenta come un action platform a scorrimento laterale che cerca di trasporre in due dimensioni la ferocia del combat system originale, affidandosi a un uso massiccio di lancia e scudo e a una serie di doni divini che richiamano le meccaniche dei capitoli principali, il tutto condito da una pixel art realizzata a mano che cerca di restituire la grandiosità dei paesaggi della Laconia -2.
Le incertezze del PlayStation Store e l’attesa per il kolossal in lavorazione
La vicenda legata alla cooperativa di Sons of Sparta, al netto della soluzione fornita da Santa Monica Studio, ha comunque messo in luce una certa disattenzione nella comunicazione delle informazioni sul PlayStation Store, dove inizialmente non veniva specificata la natura “post-game” di questa opzione, generando aspettative che hanno portato a inevitabili frustrazioni -3-6. Resta da vedere se questa funzionalità verrà in futuro ampliata o se rimarrà confinata a quel contento extra, mentre l’attenzione generale inizia già a spostarsi verso il progetto ben più mastodontico del remake della trilogia, un’operazione che dovrà necessariamente confrontarsi con l’eredità lasciata dai due capitoli norreni e con un pubblico che, negli anni, è radicalmente cambiato. La presenza di TC Carson, voce storica del personaggio, fa pensare a un lavoro di ricostruzione che potrebbe andare oltre il semplice restyling grafico, magari riregistrando parti dei dialoghi o adattando alcune scene ai canoni narrativi odierni, ma per avere risposte certe bisognerà attendere i prossimi mesi, se non anni, considerando i tempi di sviluppo dichiarati -5-8.




