God of War: Sons of Sparta, la coop si sblocca solo a fine gioco e il creatore Jaffe lo definisce “spazzatura”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
La recente presentazione di Sony, lo State of Play tenutosi a febbraio, si era chiusa con un annuncio a sorpresa che aveva immediatamente elettrizzato la base di giocatori PlayStation: God of War: Sons of Sparta, un Titolo sviluppato in collaborazione con Mega Cat Studios, non solo era stato svelato al pubblico, ma era stato reso disponibile al download in simultanea, un “shadow drop” che aveva spinto molti fan all’acquisto immediato. Si trattava di un’operazione nostalgia ben precisa, un prequel in 2.5D e pixel art che riportava Kratos e il fratello Deimos sullo schermo, proponendo un’estetica volutamente retrò e un genere, il metroidvania, lontano anni luce dai fasti cinematografici degli ultimi capitoli della serie principale -1-8. Tuttavia, a poche ore dal lancio, l’entusiasmo iniziale ha lasciato il posto a un diffuso stato di confusione e, in alcuni casi, di aperta frustrazione.
Il nodo della discordia, per molti utenti che avevano accolto con favore il ritorno alle ambientazioni della Grecia antica, riguardava la natura stessa dell’esperienza di gioco. La scheda tecnica presente sul PlayStation Store, infatti, indicava chiaramente il supporto per 1-2 giocatori, e i materiali promozionali, compresa la key art ufficiale, mostravano i due fratelli spartani combattere spalla a spalla, lasciando intendere la possibilità di un’avventura cooperativa completa -5-9. Una volta avviato il gioco, però, l’opzione per il secondo giocatore era inspiegabilmente assente dai menu, generando un vivace dibattito sui forum e sui social network, dove in molti iniziavano a ipotizzare un semplice errore nella pubblicazione della pagina di vendita.
Per dissipare le nubi che si stavano addensando sulla loro ultima fatica, gli studi di Santa Monica sono intervenuti direttamente, pubblicando un messaggio sul loro profilo ufficiale X (l’ex Twitter) volto a fornire i chiarimenti del caso. La spiegazione, lungi dal placare gli animi, ha introdotto un ulteriore elemento di discussione: la modalità cooperativa esiste, sì, ma non è accessibile dall’inizio. “Dopo aver completato la storia principale di God of War: Sons of Sparta”, ha scritto il team di sviluppo, “sbloccherete una modalità sfida che può essere giocata da soli o insieme a un amico in cooperativa locale” -5-9. Una rivelazione che, di fatto, ridimensionava le aspettative di chi aveva immaginato di poter condividere l’intera campagna, trasformando l’esperienza condivisa in un contenuto bonus post-partita, limitato peraltro a una serie di prove e non all’avventura narrativa principale.
Parallelamente alle polemiche sulla natura “nascosta” della cooperativa, un’altra voce si è levata, potente e decisamente critica, nei confronti del progetto. Si tratta di David Jaffe, il leggendario creatore della serie God of War, il quale non ha usato mezzi termini per esprimere il suo profondo disappunto. In un video commento pubblicato sul suo canale YouTube, Jaffe, dopo aver giocato per circa un’ora, ha letteralmente definito Sons of Sparta come “spazzatura completa” (“total crap”), aggiungendo che, a suo avviso, si tratta di un’operazione che non rispetta il marchio su cui è stato costruito un franchise miliardario -2-6. Le sue critiche si sono appuntate su molteplici aspetti: dalla caratterizzazione di Kratos, trasformato in un “ragazzo generico” lontano dall’icona di furia e tragedia, fino alla qualità della scrittura e del doppiaggio, passando per un ritmo giudicato lento e appesantito da dialoghi eccessivi.




