Il nuovo gioco del creatore di God of War punta al 2027: reveal previsto in estate
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Mentre i riflettori dello State of Play di metà febbraio erano ancora puntati sull’annuncio a sorpresa di God of War: Sons of Sparta, un Titolo che avrebbe dovuto celebrare il ventennale della serie con un inedito formato a scorrimento laterale, un’altra partita ben più importante si gioca nei corridoi di Santa Monica Studio. La casa californiana, infatti, non ha certo messo in naftalina il suo reparto creativo principale; anzi, stando a quanto ricostruito da fonti vicine all’industria e a diverse voci ritenute particolarmente attendibili nel settore, il grosso della macchina produttiva sarebbe da tempo al lavoro su un progetto parallelo, avvolto in un alone di mistero che la software house sembra intenzionata a mantenere ancora per qualche mese. Al timone di questa operazione, che si preannuncia tecnicamente ambiziosa e destinata probabilmente a segnare gli ultimi anni del ciclo vitale di PlayStation 5, ci sarebbe nientemeno che Cory Barlog, il director che ha saputo reinterpretare modernamente il mito di Kratos, regalando alla serie una seconda giovinezza. L’indiscrezione, rilanciata da più parti e mai smentita dagli interessati, parla di una finestra di lancio fissata per il 2027, con un primo e attesissimo sguardo al gioco che potrebbe materializzarsi già nel corso dell’estate del 2026 -2-5-6.
Le voci di corridoio e la strategia dei due fronti
Se l’annuncio del rifacimento della trilogia originale, ancora in fase embrionale, aveva fatto pensare a un rétro marketing legato alla nostalgia, la reale strategia di Sony per il suo studios di punta sembrerebbe essere molto più articolata e proiettata in avanti. Secondo quanto trapelato da forum specializzati e confermato da insider del calibro di NateTheHate e Shinobi602, lo sviluppo del nuovo corso firmato Barlog procederebbe spedito, parallelamente ai lavori sui remake, grazie a una suddivisione interna delle risorse che permette di non mettere tutte le uova nello stesso paniere -4-9. Le tempistiche, a sentire chi segue da vicino i movimenti della casa, sarebbero già piuttosto definite: l’obiettivo è quello di riuscire a mostrare qualcosa al pubblico nei prossimi mesi, probabilmente durante un evento dedicato, per poi concentrare la campagna promozionale in vista di un debutto nei negozi che, salvo intoppi dell’ultima ora, dovrebbe concretizzarsi tra circa un anno e mezzo -1-6.
Un progetto nuovo (ma non troppo) e le smentite sui retroscena
La domanda che naturalmente sorge spontanea, e che anima le discussioni della community, riguarda la natura profonda di questa produzione. Si tratterà di una nuova proprietà intellettuale, di un azzardo su un mondo inesplorato, o di un ennesimo capitolo della saga che ha reso celebre lo studio? Le indiscrezioni più accreditate, in tal senso, suggeriscono una terza via. Sembra ormai certo che non si tratti di un’ambientazione egizia per il Fantasma di Sparta, scenario più volte evocato in passato dai fan, né di un capitolo dedicato interamente alla figura di Atreus, il figlio di Kratos -1-10. Il lavoro di Barlog, piuttosto, sembrerebbe voler riecheggiare quanto fatto nel 2018: ripartire da un marchio noto del catalogo PlayStation, magari da tempo in sonno, e sottoporlo a un processo di profonda rivisitazione, tale da farlo apparire agli occhi del pubblico come qualcosa di completamente nuovo -2-5. Una strategia, questa, che consentirebbe di bilanciare il rischio commerciale con l’esigenza di innovazione, un equilibrio che il director aveva già saputo gestire con maestria ai tempi del reboot norreno.
Il fantasma della festa: lo spin-off e le critiche del creatore originale
Proprio mentre il gotha dello studio è proiettato verso il futuro, il presente della serie ha dovuto fare i conti con una voce decisamente ingombrante e fuori dal coro. L’entusiasmo per l’uscita a sorpresa di God of War: Sons of Sparta, il titolo in pixel art e con meccaniche metroidvania sviluppato da Mega Cat Studios, è stato infatti bruscamente interrotto da David Jaffe, il leggendario game director che ideò la serie su PlayStation 2 -3. In una serie di dirette streaming e interventi video, Jaffe non ha risparmiato critiche feroci al progetto, arrivando a definirne l’esistenza stessa come offensiva nei confronti del brand e del lavoro originale. Il suo disappunto, più che sugli aspetti puramente tecnici o su alcuni bug riscontrati nei salvataggi – problemi del resto già segnalati e in via di risoluzione da parte degli sviluppatori – si è concentrato sulla scelta narrativa di mostrare un Kratos giovane e inesperto, privato di quella furia titanica che aveva decretato il successo del personaggio -7-8. Un’operazione commerciale che, a suo avviso, tradisce lo spirito della serie, riducendo il guerriero spartano a un personaggio “generico”, lontano anni luce dalla potenza iconica che lo ha reso celebre.




