Ferrero International chiude l’esercizio 2025 con 704 milioni di utile e nomina la signora Maria Franca presidente onoraria a vita
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Redazione Economia
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L’assemblea di Ferrero International S.A., la holding lussemburghese del gruppo dolciario, ha approvato il bilancio civilistico relativo all’esercizio chiuso lo scorso 31 agosto, registrando, com’era ampiamente atteso, performance finanziarie robuste e in crescita. Il fatturato, che si attesta a 417 milioni di euro, mostra un incremento significativo del 22,3% rispetto ai 341 milioni dell’esercizio precedente, mentre l’utile di esercizio, raggiungendo la cifra di 704 milioni, segna un progresso, seppur contenuto, del 3% rispetto ai 683 milioni del 2024. Questi numeri, che confermano la solidità patrimoniale e la redditività dell’impero fondato da Michele Ferrero, fungono da sfondo a una decisione di carattere più simbolico e istituzionale, destinata a lasciare un segno nella governance dell’azienda.
Una nomina che guarda al passato e al futuro
Parallelamente all’approvazione dei conti, infatti, l’assemblea straordinaria dei soci ha deliberato all’unanimità una modifica statutaria, introducendo per la prima volta la figura del presidente onorario, carica concepita per riconoscere il contributo di chi ha offerto un apporto decisivo alla storia, allo sviluppo e alla reputazione della società. Tale modifica, che non è affatto una mera questione formale, ha permesso di procedere contestualmente alla nomina, a Titolo vitalizio, di Maria Franca Fissolo Ferrero, vedova del fondatore Michele, la quale diviene così presidente onoraria a vita della holding. La signora Ferrero, da sempre riservata e lontana dai riflettori, ha accompagnato silenziosamente ma costantemente le vicende del gruppo, rappresentando un legame vivente con le origini e i valori familiari che ne hanno ispirato la crescita, un fatto, questo, che rende il riconoscimento un atto dal profondo significato identitario.
Il bilancio e la governance di un colosso familiare
Sebbene il fatturato della holding, che ammonta a 417 milioni, rappresenti solo una parte dell’attività globale del gruppo – le cui vendite consolidate superano ampiamente i quindici miliardi di euro – i 704 milioni di utile civilistico testimoniano l’efficienza gestionale e la capacità di generare cospicue risorse. Queste, com’è noto, vengono reinvestite nell’azienda o destinate a controllo delle partecipazioni, in un modello che unisce la visione industriale di lungo periodo alla prudenza finanziaria. La nomina della signora Maria Franca, d’altra parte, pur non comportando poteri esecutivi diretti, stabilizza ulteriormente l’assetto proprietario e di indirizzo, sottolineando come la famiglia intenda preservare quel capitale di tradizione e legame emotivo che è sempre stato parte integrante del successo dell’azienda di Alba, i cui prodotti, dal giandujotto alla crema spalmabile più famosa al mondo, hanno conquistato generazioni di consumatori.
Un riconoscimento nel solco della tradizione
La decisione, presa all’unanimità, va letta quindi come un “grazie doveroso”, per usare le parole diffuse a margine dell’assemblea, verso una figura che ha condiviso con Michele Ferrero l’avventura imprenditoriale fin dagli esordi. In un panorama economico spesso dominato da logiche puramente finanziarie e da avvicendamenti manageriali frequenti, la scelta di Ferrero International appare come una marcata conferma della sua natura di impresa familiare, che nella continuità e nel rispetto delle radici individua una componente strategica della propria resilienza. L’esercizio 2025 si chiude dunque non solo con numeri in positivo, ma anche con un gesto che rinsalda il patto tra la proprietà, la storia aziendale e il suo futuro, mantenendo saldo quel timone che ha guidato il gruppo attraverso decenni di cambiamenti del mercato globale.




