La zona d'interesse, un film che racconta l'orrore quotidiano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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"La zona d'interesse", il capolavoro di Jonathan Glazer, premiato con l'Oscar 2024 come Miglior Film Internazionale, torna nelle sale in occasione della Giornata della Memoria. Il film, tratto dall'omonimo romanzo di Martin Amis, racconta la vita quotidiana del comandante di Auschwitz, Rudolf Höss, interpretato da Christian Friedel, e di sua moglie Hedwig, interpretata da Sandra Hüller, nella casa che un muro divide dal lager. La pellicola, applaudita quasi da tutti, è stata definita una pietra miliare tra le pellicole sull'Olocausto più belle di sempre.
Il film, ambientato nella casa del comandante, mostra i tetti dei dormitori, qualche filo spinato e una ciminiera, elementi che suggeriscono la presenza del campo di concentramento senza mai mostrarlo esplicitamente. La narrazione si concentra sulla vita familiare dei Höss, evidenziando il contrasto tra la normalità apparente della loro esistenza e l'orrore che si cela al di là del muro. La regia di Glazer, con un uso sapiente di rumori, gemiti e lamenti, crea un'atmosfera infernale che rende palpabile la sofferenza delle vittime.
Il film, prodotto in collaborazione tra USA, Israele, Polonia, Gran Bretagna e Germania, ha una durata di 103 minuti e sarà disponibile anche su Sky e Now. La rassegna "Sguardi puri", che ospita la proiezione del film, si terrà al Cinema Politeama di Pavia, segnando il primo appuntamento della seconda parte della rassegna.
"La zona d'interesse" è un'opera che invita alla riflessione, mostrando come l'orrore possa insinuarsi nella quotidianità e come la banalità del male possa manifestarsi in contesti apparentemente normali.




