Assumere un cittadino straniero: tra burocrazia e click day

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Per un'impresa che intenda assumere un cittadino straniero, il percorso si trasforma in una sfida contro la burocrazia, la quale richiede la presentazione di un corposo dossier composto da circa trenta documenti differenti. Si tratta di due pagine fitte di voci, un elenco che comprende, tra gli altri, i bilanci dell’ultimo triennio, l’asseverazione della posizione previdenziale e fiscale dell’azienda e un’approfondita analisi del contratto di lavoro. Questa mole di carte, che qualcuno definirebbe una montagna da scalare, rappresenta soltanto il primo passo per potersi iscrivere alla cosiddetta lotteria del click day, la piattaforma informatica attraverso la quale le aziende inoltrano formalmente la richiesta di un lavoratore. La procedura, che molti vivono come un’estrazione a sorte a causa dei collassi tecnici che spesso la caratterizzano, segna l’inizio di un iter amministrativo la cui complessità è nota a chiunque vi si sia misurato.

Il decreto flussi e le nuove norme

Il quadro generale delle entrate è definito annualmente dal governo attraverso il decreto flussi, lo strumento che stabilisce le quote massime di ingressi regolari per lavoro. A questo meccanismo, di per sé articolato, si è recentemente aggiunto un nuovo tassello normativo. Il Consiglio dei Ministri ha infatti pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale numero 230 del 3 ottobre 2025, il Decreto Legge n. 146 del 3 ottobre 2025, contenente “Disposizioni urgenti in materia di ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri, nonché di gestione del fenomeno migratorio”. Il provvedimento, che introduce modifiche significative alla normativa esistente, ha anche il fine di consolidare alcune delle misure già disposte da un precedente decreto, il Decreto Legge 145 del 2024, poi convertito in legge.

L'iter di approvazione e la frizione con il Quirinale

L'iter di approvazione di questo decreto non è stato però lineare, trovando un momento di frizione tra il governo e il Quirinale. Giovedì scorso il Colle ha infatti imposto al governo di riapprovare il testo, dopo che una prima versione, votata il 4 settembre, conteneva una disposizione specifica. Tale disposizione prevedeva un'extra quota di assunzioni, pari a diecimila unità per collaboratori domestici, da attivare immediatamente e in aggiunta al contingente principale di cinquecentomila ingressi previsto per il triennio 2026-2028. L’obiettivo di quella norma, poi rimossa su richiesta del Quirinale, era quello di rendere più flessibile il mercato del lavoro in quel settore, eliminando del tutto il vincolo numerico a partire dall’anno prossimo.

Il nuovo panorama giuridico

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il D.L. 146/2025 è ora formalmente in vigore, andando a modificare il panorama giuridico dell’immigrazione per lavoro. Il testo, che riporta il titolo “Disposizioni urgenti in materia di ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri, nonché di gestione del fenomeno migmatico”, rappresenta l’ultimo atto di un processo legislativo che cerca di bilanciare le esigenze delle imprese, spesso in difficoltà nel trovare manodopera, con la complessa macchina amministrativa che regola gli ingressi. Le modifiche introdotte, sebbene non abbiano alterato la mole di documenti richiesti nella fase iniziale, intervengono su altri aspetti procedurali, consolidando un quadro normativo in continua evoluzione.

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