Adzic, il gioiellino del Montenegro che ha stregato il derby d'Italia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Juventus, che negli ultimi anni è stata spesso oggetto di feroci critiche per una presunta miopia nel valorizzare i propri giovani, cedendone alcuni – come il recente caso di Savona – in nome di mere logiche di bilancio, ha invece trovato in uno di loro l’artefice di una vittoria che ha il sapore dell’epico. Vasilije Adzic, classe 2006, ha firmato la rete del definitivo 4-3 sull’Inter a pochi istanti dalla fine, con un’azione di lucida follia: un tiro da fuori area, potente e preciso, che ha sbancato un derby d'Italia pirotecnico e che, per importanza e bellezza, è destinato a rimanere negli annali. “Un sogno”, lo ha definito il giocatore montenegrino, il quale peraltro – in un curioso retroscena – aveva già messo a segno un gol simile da circa quaranta metri proprio pochi giorni prima, in nazionale, dimostrando una non comune predisposizione a quel genere di conclusioni.

Sull’epilogo, così drammatico per i nerazzurri, si è espresso Paolo Di Canio, il quale, pur riconoscendo all’Inter un dominio di gran parte della gara, ha sottolineato una vulnerabilità strutturale. “Io ho visto un’Inter dominante e in pieno controllo”, ha affermato l’ex calciatore negli studi di Sky Sport 24, “ma diventa fragile una volta che perde palla”. Una considerazione che fa da contraltare alla prestazione juventina, descritta da Di Canio come improntata a una difesa molto compatta, “alla Allegri, con 10 schiacciati dentro l’area”, tattica che ha poi permesso lo sfoggio di quell’energia e di quel desiderio che si sono rivelati decisivi nel finale.

La squadra affidata a Igor Tudor, nonostante abbia mostrato alcuni margini di miglioramento nella fase di costruzione del gioco, offrendo a tratti l’immagine di una compagine ancora acerba e pasticciata, ha infatti saputo esprimere una spavalderia tipicamente giovanile. Quella stessa giovinezza che caratterizza una rosa – la più verde tra tutte quelle che ambiscono a un posto in Champions – e che ieri ha avuto la meglio sulla saggezza calcistica e sull’esperienza di una formazione interista guidata da Chivu. È stato proprio quel piglio, quell’irruenza incosciente, a permettere ai bianconeri di strappare una partita che sembrava ormai avviata verso il pareggio.

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