Il Nuovo San Siro tra indagini e progetti: la questione dei terreni e il futuro del Meazza
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Redazione Sport
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Mentre il progetto del nuovo stadio di Milan e Inter continua a far discutere, emergono nuove ombre legate alla gestione dei terreni e alla possibile cessione dell’area. Tuttosport, in prima pagina, parla di "grane terreni", sottolineando come la vicenda si sia complicata dopo l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Milano sulla vendita di San Siro e delle zone adiacenti. A questo si aggiunge un fascicolo avviato a novembre dalla Procura della Corte dei Conti, guidata da Paolo Evangelista, che indaga sugli aspetti finanziari e amministrativi dell’operazione.
L’assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano, Giancarlo Tancredi, intervenuto durante l’inaugurazione delle Terme De Montel, ha definito l’apertura del fascicolo "un atto dovuto", senza entrare nel merito delle accuse. Ha però ribadito che il verde rappresenta "uno dei tratti distintivi del progetto", coprendo più del 50% dell’area complessiva. Un elemento che, secondo lui, dimostra l’attenzione verso la sostenibilità e la riqualificazione urbana.
Intanto, Milan e Inter hanno presentato al Comune il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP), illustrando non solo i dettagli del nuovo impianto, ma anche il destino dello storico Giuseppe Meazza. Il progetto prevede una conservazione parziale della struttura esistente, con una rifunzionalizzazione che ne manterrà l’identità senza comprometterne del tutto la demolizione. Le immagini diffuse mostrano un’area riconvertita, dove spazi verdi e servizi pubblici si integreranno con le nuove costruzioni.
Sul sito del Comune è stato pubblicato un avviso pubblico per raccogliere eventuali manifestazioni d’interesse alternative a quelle presentate dai due club. L’obiettivo è verificare se esistano proposte migliorative per il compendio immobiliare della Funzione Urbana San Siro, che include lo stadio attuale. Una mossa che, se da un lato dimostra trasparenza, dall’altro potrebbe rallentare ulteriormente un iter già complesso.




