Iron Maiden a San Siro, la carica dei 45mila fedelissimi: la prima volta del metal allo stadio Meazza

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mercoledì sera gli Iron Maiden hanno infranto quella che, fino a poche ore prima, sembrava una barriera invalicabile per il metal italiano, debuttando con il loro "Run For Your Lives World Tour" sul palco dello Stadio San Siro di Milano.

La data, unica in Italia per il cinquantennale della band, ha richiamato quarantacinquemila fan, un'affluenza che ha ampiamente smentito le polemiche dei mesi scorsi, quelle relative ai prezzi dei biglietti e alle previsioni più catastrofiste sulla partecipazione, dimostrando come la Vergine di Ferro conservi intatto il suo potere attrattivo nonostante il passare degli anni e i cambiamenti nella formazione.

La storica serata, che segna la prima volta di un gruppo metal allo stadio Meazza, si è trasformata in un'esperienza corale e travolgente, confermando che l'appeal della band, guidata da un Bruce Dickinson in forma smagliante, è una certezza assoluta per il pubblico di ogni generazione.

L'evento parallelo e l'attesa prima del concerto

Il clima di festa, tuttavia, non è iniziato con l'apertura dei cancelli, ma già il giorno precedente, quando i Magazzini Generali di Milano hanno ospitato l'Eddie's Dive Bar, un evento collaterale che accompagna il tour globale della band. In questa location, i fan hanno potuto immergersi nell'atmosfera della band molto prima del live, degustando la celebre birra Trooper, acquistare merchandising dedicato e vino a tema, godendo di un assaggio di quella che sarebbe stata l'energia collettiva del giorno successivo. un momento di condivisione che ha contribuito a creare attesa e a consolidare il senso di appartenenza a una comunità che, nonostante i tentativi di scoraggiamento, si è presentata numerosa e carica di entusiasmo all'appuntamento del 17 giugno.

L'energia di San Siro e la scaletta dei cinquant'anni

Lo spettacolo, iniziato poco dopo le 20:50 con l'immancabile intro di "Doctor Doctor" degli Ufo, è stato un vero e proprio viaggio nella storia della band, ripercorrendo i primi nove album della loro carriera, dal debutto omonimo del 1980 fino a "Fear of the Dark" del 1992.

La band, composta dal bassista Steve Harris, dal cantante Bruce Dickinson, dal batterista Simon Dawson e dai tre chitarristi Dave Murray, Adrian Smith e Janick Gers, ha offerto una performance di oltre un'ora e quaranta minuti, caratterizzata da una scenografia imponente e da una presenza scenica che ha travolto il pubblico, sia sul prato che sugli spalti. Un'ora e quaranta minuti di concerto come fosse un giro sulle montagne russe.

Dickinson, che ha più volte interagito con la folla, ha salutato l'evento con un grido che resterà nella storia: "Finalmente hanno fatto suonare una band metal a San Siro!". la scaletta, sebbene ricalchi le tappe europee del tour, è stata accolta con un delirio crescente, che ha raggiunto l'apice durante l'esecuzione di classici come "The Number of the Beast", "Run to the Hills" e "The Trooper", durante la quale il cantante ha sventolato una bandiera italiana sul palco.

La cura per i dettagli visivi è stata maniacale, con spezzoni di film horror d'epoca proiettati durante "The Number of the Beast" e una scenografia artica per "The Rime of the Ancient Mariner", a testimonianza di come la band curi ogni aspetto dello spettacolo per trasformare ogni data in un evento unico. Il concerto si è poi concluso con un doppio finale suggestivo, che ha visto alternarsi "Fear of the Dark", con una luna piena che dominava la scena, e "Wasted Years", chiudendo in bellezza una serata che molti hanno definito epocale.

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