Luciana Littizzetto e la polemica sulle Forze Armate: tra umorismo e vilipendio
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Redazione Interno
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Negli ultimi giorni, Luciana Littizzetto, nota comica italiana, ha scatenato un acceso dibattito pubblico con una battuta pronunciata durante la trasmissione "Che tempo che fa". Parlando delle capacità militari italiane, ha affermato: «Noi italiani non siamo capaci di fare le guerre, facciamo cagarissimo a combattere», citando come esempi storici le sconfitte di Caporetto, la campagna di Russia e l’intervento in Grecia. Una dichiarazione che, seppur in tono umoristico, ha sollevato un vespaio di polemiche, portando a reazioni non solo da parte dei militari, ma anche del mondo legale e politico.
Gaetano Ruocco, presidente dell’Associazione Nazionale Sottufficiali Italiani (ANSI), ha immediatamente chiesto alla comica di scusarsi, definendo le sue parole «inopportune e offensive». Ruocco ha sottolineato come i soldati italiani, spesso impegnati in missioni di pace o in contesti ad alto rischio, meritino rispetto per il loro impegno e sacrificio. Un soldato, in particolare, ha risposto con amarezza, ricordando episodi in cui i militari italiani hanno perso la vita per evitare di colpire civili innocenti, come accaduto in Somalia, dove i miliziani usavano donne e bambini come scudi umani. «Abbiamo avuto morti per non sparare su chi non doveva», ha scritto, evidenziando il lato umano e etico del loro operato.
La questione, tuttavia, non si è fermata alle parole. Francesco Catania, avvocato di Abbiategrasso con un seguito considerevole sui social, ha presentato un esposto per «presunto vilipendio delle Forze Armate», citando l’articolo 290 del codice penale. Catania, noto per i suoi video divulgativi su temi legali, ha spiegato che le dichiarazioni della Littizzetto potrebbero costituire un’offesa all’onore e al prestigio delle istituzioni militari, aprendo così un fronte giudiziario che potrebbe avere sviluppi imprevedibili.
La polemica si è intrecciata con altre vicende recenti, come la decisione del Comune di Roma di finanziare la manifestazione "Una Piazza per l’Europa", evento che ha suscitato malumori tra alcuni settori politici, e le critiche al Manifesto di Ventotene, considerato da alcuni un simbolo di un’Europa lontana dalle esigenze dei cittadini. In questo contesto, la battuta della Littizzetto è stata inserita in una classifica dei «peggiori della settimana», accanto ad altre figure e istituzioni oggetto di critiche.




