Tragedia a Sedico: bimbo di 6 anni muore schiacciato da un muletto
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Redazione Interno
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Nel piazzale di un’azienda che sorge nella zona industriale di Sedico, in provincia di Belluno, si è consumato, intorno alle 18:30 di venerdì 8 maggio, un incidente destinato a lasciare un segno indelebile. Un bambino di sei anni, che secondo le prime indiscrezioni riportate dalla stampa locale si chiamava Lucas De March, ha perso la vita dopo essere rimasto schiacciato da un muletto. Proprio la conduzione di quel mezzo, un dettaglio che aggiunge un ulteriore strato di orrore a una vicenda già di per sé profondamente tragica, sarebbe da ricondurre alla figura del padre della vittima; l’uomo, titolare dell’attività, si trovava alla guida del pesante macchinario nel momento in cui si è verificato l’improvviso contatto con il figlio.
L’intervento dei soccorsi e le fasi immediatamente successive al dramma.
La chiamata d’emergenza che ha mobilitato la macchina del soccorso è partita poco prima delle 19, quando i presenti hanno realizzato l’effettiva gravità di quanto appena accaduto: in pochi minuti, sul luogo della tragedia in via Cavalieri, sono sopraggiunti gli operatori del Suem 118. Vista la delicatezza della situazione e nell’intento di ridurre al minimo i tempi di intervento, è stato fatto decollare anche l’elisoccorso, che è atterrato nelle vicinanze del Boscon. Nonostante la rapidità dei sanitari e la loro disperata volontà di strappare il piccolo alla morte, ogni manovra di rianimazione si è purtroppo rivelata vana. Il medico, giunto sul posto, non ha potuto fare altro che constatare il decesso del bambino, informando immediatamente il magistrato di turno, come da prassi, per l’avvio delle procedure giudiziarie.
Il sequestro del mezzo e le indagini parallele delle autorità.
La salma del piccolo Lucas non è stata ancora rimossa nelle ore immediatamente successive all’incidente, mentre l’intera area è stata transennata per consentire lo svolgimento dei rilievi del caso. Gli agenti della Polizia di Stato, coadiuvati dai tecnici dello Spisal (il servizio preposto alla prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro), hanno immediatamente avviato gli accertamenti per cercare di ricostruire, con la massima precisione possibile, la sequenza esatta dei fatti. I vigili del fuoco del Comando provinciale di Belluno, nel frattempo, hanno provveduto alla delicata rimozione del muletto rimasto coinvolto nello schiacciamento; un’operazione, quest’ultima, che ha permesso il successivo sequestro del mezzo, atto dovuto per permettere tutti gli approfondimenti tecnici del caso volti a chiarire il funzionamento del macchinario.
I chiarimenti sulla dinamica e il contesto lavorativo.
Proprio la presenza di un bambino così piccolo all’interno di un’area industriale, caratterizzata dalla movimentazione di mezzi pesanti come i muletti, rappresenta al momento uno dei punti cruciali sui quali gli inquirenti stanno cercando di fare piena luce. Sebbene l’azienda coinvolta sia un’attività a conduzione familiare – la De March Meccanica, che sorge affianco ad altre realtà come Jet System e Serma – e quindi il bambino potesse trovarsi legittimamente in quella zona per ragioni affettive, rimane da accertare con esattezza se vi fossero o meno adeguate misure di prevenzione. La normativa sulla sicurezza sul lavoro, in questo senso, è estremamente chiara riguardo all’obbligo di adottare dispositivi di protezione e di circoscrivere le aree di movimento. Le indagini dovranno stabilire come il piccolo sia venuto a trovarsi sulla traiettoria del muletto e se, al momento dell’impatto, il conducente avesse la piena percezione della presenza del figlio, in un groviglio di cause che solo le analisi tecniche potranno dipanare.




