ChatGPT e le elezioni Usa, 250.000 richieste rifiutate
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Redazione Esteri
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Durante le recenti elezioni presidenziali statunitensi, che hanno visto il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, l'intelligenza artificiale ha giocato un ruolo cruciale nel contrastare la disinformazione. OpenAI, la società dietro ChatGPT, ha rivelato che il chatbot ha rifiutato ben 250.000 richieste di generare immagini dei candidati, dimostrando un impegno significativo nella lotta contro i deepfake e la manipolazione delle informazioni.
Nel giorno delle elezioni e nelle 24 ore successive, ChatGPT ha indirizzato gli utenti verso fonti affidabili, come Reuters e The Associated Press, per oltre due milioni di volte. Questo approccio proattivo ha contribuito a mantenere un'informazione corretta e verificata, evitando la diffusione di notizie false che avrebbero potuto influenzare l'opinione pubblica in modo negativo.
Inoltre, nel mese precedente al voto, ChatGPT ha guidato circa un milione di utenti verso CanIVote.org per rispondere a domande relative al processo elettorale. Questo sito, gestito da autorità competenti, fornisce informazioni accurate su come e dove votare, contribuendo a un processo elettorale più trasparente e accessibile.
La campagna elettorale del 2024 è stata un banco di prova per i chatbot di intelligenza artificiale, spesso accusati di diffondere disinformazione e messaggi di propaganda.




