Luca Zingaretti, il nido romano e il fantasma di Vigata: terrazza sul tetto e appunti ritrovati

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre in prima serata milioni di italiani si preparano a rivederlo nei panni del commissario più amato del piccolo schermo – replica o nuova avventura che sia, poco importa, dato il meccanismo affettivo che innesca – la vita reale di Luca Zingaretti si svolge in un contesto diametralmente opposto rispetto alle assolate e assatanate scenografie siciliane. Lontano dalla fittizia Vigata di Andrea Camilleri, dove la polvere e il mare si mescolano ai delitti, l’attore romano, classe 1961, ha costruito il suo rifugio personale nel cuore pulsante della Capitale. La sua casa, condivisa con la moglie, l’attrice Luisa Ranieri, e le due figlie, è descritta come un’abitazione ampia e luminosa, caratterizzata da un living di lusso e da una terrazza sul tetto che offre una vista a dir poco mozzafiato sulla città eterna. È questo, a tutti gli effetti, il “nido d’amore” della coppia, una delle più solide del panorama dello spettacolo italiano, dove l’attore abbandona la divisa del commissario per indossare i panni, ben più privati, di padre e marito.

Il ritorno in Sicilia tra ricordi e solidarietà

Paradossalmente, però, è stato un recente viaggio nell’isola a riaccendere i riflettori sulla sua carriera e sulla sua icona. A distanza di sette anni dall’ultima volta, Zingaretti è tornato a Scicli, in provincia di Ragusa, per visitare il celebre set del commissariato di Vigata, quello stesso luogo che ha fatto sognare generazioni di telespettatori. Non si è trattato di un annuncio clamoroso di un ritorno davanti alla macchina da presa – ipotesi sempre delicata, dato il peso emotivo della perdita di Camilleri e di alcuni membri storici della produzione – ma di una visita motivata da una causa sociale ben precisa. L’attore, insieme alla moglie Luisa Ranieri, ha voluto sostenere la cooperativa Agire Scicli, un’organizzazione che da anni si occupa di inclusione sociale e che gestisce proprio il set cinematografico come attrazione turistica, devolvendo il ricavato dei biglietti a progetti lavorativi per persone con disabilità.

La scrivania intatta e l'emozione ritrovata

Ad accoglierlo, una macchina del tempo perfettamente conservata: la grande stanza della regia, la scrivania ancora ingombra di carte e quelle celebri “carpette” rosse che hanno fatto la storia della fiction. La sorpresa più grande, come raccontato dallo stesso Zingaretti sui social, è stata quella di frugare tra i fogli lasciati nel cassetto e ritrovare i suoi vecchi appunti di scena, scarabocchiati a penna sui copioni originali. «Rivedere il set è stato bello ed emozionante», ha scritto l’attore, condividendo con i fan un momento di intensa nostalgia che non è passato inosservato. Per chi ha amato il personaggio, vedere quelle foto è stato un vero “colpo al cuore” – basti pensare che la cooperativa stessa ha definito l’incontro come la visita del vero “commissario” a casa sua, un riconoscimento inaspettato per il lavoro di accoglienza svolto in questi anni.

Un legame indissolubile con il personaggio di Camilleri

Zingaretti, va ricordato, è molto più del volto di Montalbano: la sua carriera spazia dal cinema (con film come "Alla luce del sole" dove interpreta don Pino Puglisi) al teatro, passando per doppiaggi di successo come quello di Marlin in "Alla ricerca di Nemo". Eppure, è inevitabile che l’ombra lunga di Vigata lo segua ovunque, anche in quella terrazza romana dove probabilmente si concede una pausa dalle luci della ribalta. Il fatto che il set sia rimasto intatto – quasi in attesa di un possibile ultimo capitolo come “Riccardino”, l’episodio mai realizzato – alimenta il sogno dei fan, ma la realtà parla di un gesto concreto di solidarietà più che di un imminente ritiro in scena. Per ora, Zingaretti si gode il tepore della sua casa romana e la bellezza di aver lasciato un segno indelebile nella storia della tv, un segno che, a giudicare dallo stato degli oggetti nel vecchio commissariato di Scicli, nessuno ha ancora avuto il coraggio di spostare.

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