Luca Zingaretti, la casa romana del commissario Montalbano e il ritorno sul set dopo sette anni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Grandissimo attore e regista, Luca Zingaretti è indissolubilmente legato a uno dei personaggi più famosi della televisione italiana, quello del commissario Salvo Montalbano, nato dalla penna di Andrea Camilleri. Nel suo curriculum, va detto, figurano tantissimi altri successi non solo televisivi, ma anche cinematografici e teatrali, frutto di un talento che ha potuto affinare grazie a lunghi studi specifici. Eppure, per la maggior parte del pubblico, l’identificazione con il poliziotto più amato d’Italia resta un marchio indelebile, alimentato proprio in queste ore da un ritorno che sa di nostalgia. Lontano dalla immaginaria Vigata, però, la vita privata dell’interprete si svolge in un’altra grande capitale, quella dove è nato e cresciuto: Roma. La sua residenza, situata in un quartiere residenziale ed elegante a poca distanza dal centro, è un vero e proprio nido d’amore che condivide con la moglie, l’attrice Luisa Ranieri, e le due figlie, Emma e Bianca. Dalle rare immagini condivise sui social, emerge un ambiente luminoso e curato, dove il calore del parquet e i divani bianchi creano un’atmosfera accogliente, impreziosita da una terrazza sul tetto che regala una vista mozzafiato sui tetti della Capitale.

L’emozione del ritorno sul set più amato della tv

Proprio mentre in prima serata su Rai 1 milioni di italiani tornano a seguire le sue avventure, Zingaretti ha voluto regalare un sogno a chi ha amato quella serie, pubblicando un post destinato a fare il giro del web. L’attore è tornato fisicamente lì, nei luoghi che hanno dato vita e anima a Salvo Montalbano, dopo ben sette anni dall’ultimo ciak. La location non è quella realmente esistita solo nella fantasia di Camilleri, bensì il set allestito all’interno del Comune di Scicli, in provincia di Ragusa, che per anni ha fatto da sfondo alle indagini del commissario. A muoverlo non è stata la voglia di rimettersi alla prova davanti alla macchina da presa, ma una causa più che onorevole: sostenere la cooperativa Agire Scicli, un’organizzazione che si occupa di inclusione sociale e che, attraverso il prezzo del biglietto per la visita al set, devolve fondi a progetti per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità.

La scoperta dei vecchi appunti sulla scrivania

“Rivedere il set”, ha scritto l’attore a corredo delle immagini pubblicate, “è stato bello ed emozionante”. Ma ciò che ha reso il momento davvero magico, quasi surreale, è stato un piccolo dettaglio che nessuno si aspettava. Accompagnato proprio dalla moglie Luisa Ranieri, Zingaretti ha varcato la soglia del celebre commissariato ritrovandolo intatto: la stanza, gli oggetti di scena, e soprattutto la scrivania piena di carte. Ed è stato frugando tra quei fogli che l’attore ha fatto una scoperta incredibile: i copioni delle scene con ancora i suoi appunti autografi, risalenti a quando quelle stanze erano vive e piene di ciak. Un tuffo nel passato che ha riacceso la speranza di molti fan, i quali sognano un ritorno definitivo del personaggio, anche se l’ultimo episodio della saga, “Il metodo Catalanotti”, risale ormai al 2021.

Una carriera tra tv, cinema e il legame con la Capitale

Non lasciatevi ingannare dall’accento siciliano perfettamente cesellato per la fiction, però, perché Zingaretti è un romano doc. È proprio nel cuore di Roma, dove ha frequentato l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica muovendo i primi passi negli anni Ottanta, che l’attore ha scelto di stabilirsi definitivamente con la sua famiglia. Se per gran parte del pubblico lui è e resterà per sempre il commissario più irascibile e bonario della tv, la sua carriera vanta collaborazioni di altissimo profilo sia al cinema che in teatro, lontane anni luce dalle atmosfere siciliane. La sua casa romana rappresenta quindi il porto sicuro, il rifugio privato dove torna al termine di ogni progetto lavorativo, lontano dalla notorietà e dai set, protetto da quella privacy che la coppia ha sempre cercato di preservare. E mentre gli spettatori continuano a godersi le repliche, quella visita a Scicli rimane per ora solo un gesto di solidarietà, seppure carico di una potenza evocativa straordinaria.

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