Trump e la svolta ucraina: pressioni su Mosca e il nuovo peso per l'Europa
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Redazione Esteri
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Secondo quanto riportato dal Washington Post, l'apparente cambio di tono di Donald Trump, che ha recentemente auspicato una ripresa da parte ucraina dei territori occupati, rappresenterebbe in realtà una precisa tattica negoziale. Una fonte della Casa Bianca avrebbe infatti sottolineato come questa nuova posizione, pubblicamente espressa, sia principalmente finalizzata a esercitare pressioni sul Cremlino e rifletta la crescente frustrazione del presidente statunitense nei confronti di Vladimir Putin.
Una delusione dopo il summit in Alaska
A un mese dal summit in Alaska, contrassegnato da un'accoglienza di grande riguardo per il leader russo, i risultati concreti sarebbero infatti ben pochi, lasciando Trump visibilmente deluso. "La Russia sta combattendo duramente ma non ha guadagnato quasi alcun territorio. L'economia va a rotoli. Penso che sia il momento per la Russia di fermarsi", ha dichiarato lo stesso Trump, in un commento che marca una distanza netta dalle valutazioni ottimistiche di un tempo.
Il contesto di tensione internazionale
La guerra, intanto, prosegue senza sosta giungendo al giorno 1.311, mentre la tensione internazionale si innalza ulteriormente a seguito di incidenti aerei che hanno visto i caccia della Nato intercettare velivoli russi. Diplomatici europei, da parte loro, hanno lanciato avvertimenti circa la possibilità di essere pronti ad abbatterli, in uno scenario che appare sempre più instabile.
L'incoraggiamento per Kiev e la retromarcia americana
In questo contesto, le parole di Trump suonano come un incoraggiamento per Kiev, tanto che un consigliere di Zelensky come Mikailo Podolyak ha osservato come, con un nuovo supporto americano in termini di armamenti, il conflitto potrebbe cambiare verso. Tuttavia, l'analisi degli esperti suggerisce che l'elogio di Zelensky e l'invito a riconquistare territori siano accompagnati da una significativa retromarcia sul coinvolgimento diretto degli Stati Uniti.
Il nuovo ruolo dell'Europa nel conflitto
Trump, infatti, avrebbe incaricato esplicitamente Europa e Nato di farsi carico del sostegno primario all'Ucraina, limitando il contributo americano alla fornitura di armi. Quel particolare inciso, "con l'aiuto degli stati europei", pronunciato quasi di sfuggita, non è sfuggito ai governi del Vecchio Continente, i quali si interrogano sulle concrete conseguenze di questa ennesima giravolta della Casa Bianca. L'affermazione secondo cui "l'Ucraina, con il sostegno dell'Unione Europea, potrebbe riconquistare tutto il suo territorio" pone infatti di fronte all'Europa una responsabilità di primo piano, sia in termini logistici che finanziari, in un momento di già forte pressione interna.
La strategia a due binari della Casa Bianca
Mentre da Kiev il presidente Zelensky, in un'intervista ad Axios, ha lanciato un duro monito ai funzionari del Cremlino, suggerendo loro di individuare il rifugio antiaereo più vicino qualora la guerra non avesse fine, la nuova strategia di Trump sembra dunque basarsi su un duplice binario. Da un lato, l'aumento della pressione verbale e militare su Mosca, dall'altro, il tentativo di scaricare sugli alleati europei l'onere più gravoso del supporto a lungo termine, ridisegnando gli equilibri di un conflitto le cui sorti restano profondamente incerte.




