Tour de France 2026, l'ottava tappa è già in archivio: Périgueux-Bergerac, percorso e altimetria per velocisti

Tour de France 2026, l'ottava tappa è già in archivio: Périgueux-Bergerac, percorso e altimetria per velocisti
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ci risiamo. Dopo la volata di Bordeaux che ha riportato il sorriso sulle labbra degli sprinter, il Tour de France 2026 replica con un'altra giornata nelle pianure dell'Aquitania. La ottava tappa, in programma sabato 11 luglio, metterà di fronte Périgueux e Bergerac per un totale di 180 chilometri che, sulla carta, non dovrebbero riservare particolari patemi d'animo agli uomini veloci. Eppure, come spesso accade in questa corsa, sono proprio i dettagli – o meglio, le piccole pendenze – a poter trasformare una giornata apparentemente lineare in un campo minato per le squadre dei passisti.

Percorso pianeggiante e due GPM di quarta categoria

Il tracciato si sviluppa interamente nel dipartimento della Dordogna, regalandosi un profilo altimetrico che lascia ben poco spazio all'immaginazione: i due gran premi della montagna, entrambi di quarta categoria, sono posizionati strategicamente nella seconda metà di frazione e rappresentano l'unico, vero ostacolo per chi punta al successo di tappa. Il primo si trova alla Cote de Domme, una rampa di 3,7 chilometri con pendenza media del 3,3%, che si presenta come un falsopiano più che come una salita vera e propria.

Qualche decina di chilometri più avanti, ecco spuntare la Cote du Buisson de Cadouin: 2,2 chilometri al 5,6%, una percentuale che, sebbene tutt'altro che proibitiva, potrebbe spezzare il ritmo dei treni lanciati verso il traguardo. Il fatto che entrambi siano classificati come GPM di quarta categoria dice molto sulla natura della tappa, che resta comunque una delle più abbordabili per i corridori meno abili sulle montagne.

La città di Cyrano e il significato della tappa

Bergerac, città d'arrivo, evoca immediatamente l'immagine del celebre Cyrano, il guascone dal naso famoso creato dalla penna di Edmond Rostand, ma per i corridori il riferimento è più prosaico: sarà il luogo in cui, con ogni probabilità, si assisterà all'ennesima volata di gruppo. La frazione si inserisce in un filotto di tappe che gli organizzatori hanno voluto dedicare ai velocisti, la seconda consecutiva e la terza nelle ultime quattro giornate, quasi a voler bilanciare la durezza dei Pirenei appena superati.

La partenza da Périgueux, città ricca di storia e di monumenti, offre lo spunto per una carrellata panoramica prima che il gruppo prenda la via delle Landes, ma è chiaro che il pensiero di tutti è rivolto agli ultimi chilometri, quelli che contano davvero.

Il ruolino di marcia dopo la settima tappa

Per avere un'idea di come potrebbe svilupparsi la giornata, basta guardare a quanto accaduto nella settima tappa, la Hagetmau-Bordeaux di 175,1 chilometri, che ha visto trionfare il belga Tim Merlier. Il corridore della Soudal Quick-Step ha dimostrato ancora una volta di possedere un cambio di passo micidiale negli ultimi metri, bruciando la concorrenza in una volata che non ha lasciato scampo agli avversari.

Alle sue spalle, il norvegese Soren Waerenskjold della Uno-X Mobility e l'eritreo Biniam Girmay del team NSN Cycling hanno completato il podio, in un arrivo che non ha alterato minimamente la classifica generale. Tadej Pogacar, leader della UAE Team Emirates-XRG, continua a vestire la maglia gialla con un margine di 2'42" sul danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike), mentre il messicano Isaac Del Toro, suo compagno di squadra, occupa la terza posizione a 3'27".

La volata di Bordeaux ha rappresentato il secondo arrivo in massa di questa edizione, e l'ottava tappa si preannuncia come il terzo atto di una serie che gli sprinter non vedono l'ora di interpretare.

Scenario tattico e pronostici per la frazione

Con un percorso come quello di Périgueux-Bergerac, le dinamiche di gara sembrano scritte in partenza, ma il ciclismo è notoriamente uno sport che ama le sorprese. La presenza dei due GPM, sebbene modesti, potrebbe indurre qualche attacco da lontano, magari da parte di corridori in fuga che cercano di sfruttare gli ultimi chilometri di falsopiano per guadagnare secondi preziosi. Tuttavia, le squadre dei velocisti, forti dell'organizzazione mostrata a Bordeaux, dovrebbero tenere sotto controllo qualsiasi tentativo di evasione, ricucendo lo strappo prima del traguardo.

Per Merlier si tratterà di confermare il momento d'oro, ma occhio a Girmay, che a Bordeaux ha mostrato una condizione in crescita, e a Waerenskjold, sempre in grado di piazzare una zampata nelle volate più caotiche. La classifica generale, intanto, resta blindata: Pogacar non avrà motivo di esporsi, e anche Vingegaard, probabilmente, preferirà amministrare le energie in vista delle tappe più dure che attendono il gruppo nelle prossime settimane.

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