Audi Q7, la terza generazione del grande suv punta tutto su tecnologia e motori mild hybrid
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Dopo undici anni di onorato servizio, quella che ha rappresentato una delle pietre miliari nel segmento dei maxi SUV - stiamo parlando della seconda serie dell’Audi Q7 - lascia ufficialmente il posto alla terza generazione. Il colosso di Ingolstadt, forte di oltre 780.000 unità vendute dalla precedente generazione e di un’eredità ventennale iniziata nel lontano 2005, rimette in gioco il suo modello più imponente.
La Casa dei quattro anelli, in un mercato sempre più incline all’elettrico, ha scelto però una strada diversa per questo gigante: niente elettrico puro, almeno per ora, ma un’evoluzione tecnica profonda che parte dalla piattaforma. L’architettura di base è infatti la nuova Premium Platform Combustion (PPC), la struttura modulare che andrà a sostituire la precedente MLB Evo e che, come suggerisce il nome, è pensata specificamente per i motori termici e le versioni ibride.
Dimensioni da colosso e abitacolo modulare
L’occhio vuole la sua parte, e Audi lo sa bene: il nuovo Q7 2026 cresce in presenza pur mantenendo un ingombro quasi identico al precedente. La lunghezza si attesta sui 5,06 metri, la larghezza sfiora i due metri e l’altezza si aggira intorno a 1,80 metri, misure che lo riconfermano come uno dei SUV più spaziosi della sua categoria. Ma è nell’abitacolo che si gioca la partita più importante, quella della versatilità.
Per la prima volta nella storia del modello, la Q7 abbandona la rigida suddivisione tra cinque e sette posti per offrire una configurazione intermedia a sei posti: in pratica, sulla seconda fila si possono montare due poltrone singole indipendenti, una soluzione che chi cerca il massimo comfort per i passeggeri posteriori apprezzerà senza dubbio. La capacità di carico, ovviamente, varia in base all’assetto scelto: si parte da 670 litri in configurazione a cinque posti fino ad arrivare a un massimo di 2.075 litri abbattendo completamente i sedili posteriori.
Numeri, questi, che parlano chiaro di una vocazione familiare mai sopita.
Il debutto del nuovo V6 mild hybrid
Sotto il cofano, la strategia di Audi è chiara e mirata. Al momento del lancio, previsto per settembre 2026 in Italia, l’intera gamma Q7 sarà alimentata esclusivamente da un motore V6 turbodiesel da tre litri, declinato in due livelli di potenza. Si parte da una versione da 245 cavalli (180 kW) per arrivare a una più performante da 299 cavalli (220 kW), entrambe abbinate al sistema mild hybrid a 48 volt che Audi chiama MHEV-plus.
A differenza dei sistemi mild hybrid tradizionali, questo è in grado di fornire un contributo effettivo alla trazione fino a 24 cavalli aggiuntivi, permettendo brevi tratti in elettrico nelle manovre di parcheggio o nel traffico cittadino. Di serie troviamo il cambio automatico Tiptronic a otto rapporti e l’immancabile trazione integrale permanente quattro, mentre a richiesta si possono avere le sospensioni pneumatiche adattive e lo sterzo integrale per migliorare l’agilità nei contesti urbani.
Più avanti nel corso dell’anno, verranno introdotte anche le versioni benzina e le tanto attese ibride plug-in, che andranno a completare una gamma pensata per coprire ogni esigenza della clientela.
Tre schermi e l’intelligenza artificiale a bordo
Se meccanica e spazio rappresentano il corpo di questa Q7, l’anima tecnologica è quella che probabilmente colpirà di più gli acquirenti moderni. Salendo a bordo, lo sguardo viene catturato da un sistema composto da ben tre display OLED. La strumentazione digitale davanti al guidatore, il grande schermo centrale da 14,5 pollici per l’infotainment e un terzo monitor dedicato al passeggero anteriore: un trittico che riduce al minimo la presenza di pulsanti fisici.
La novità più interessante, però, riguarda l’integrazione dell’intelligenza artificiale conversazionale di ChatGPT, direttamente collegata al sistema di bordo. Un assistente che permette di interagire con la vettura tramite comandi vocali complessi, come se si stesse parlando con un vero passeggero. Il listino prezzi parte da 87.150 euro per la versione d’accesso, con la variante da 299 cavalli che sale invece a 89.850 euro. La produzione, come da tradizione per questo modello, è affidata allo stabilimento slovacco di Bratislava.




