Roma-Fiorentina, le scelte obbligate di Gasperini e Vanoli: all’Olimpico si decide molto più di tre punti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La trentacinquesima giornata di Serie A si chiude questa sera con il posticipo dell’Olimpico, un appuntamento che, almeno sulla carta, porta con sé il peso specifico di due obiettivi diametralmente opposti ma ugualmente urgenti. Da un lato la Roma, che dopo i risultati confortanti arrivati dagli altri campi – si pensi ai passi falsi delle dirette concorrenti – ha l’occasione per riaprire concretamente il discorso relativo a un posto in Champions League; dall’altro una Fiorentina che, pur godendo di un certo margine sulla zona calda della classifica, non ha ancora chiuso matematicamente la pratica salvezza e cerca punti preziosi per togliere ogni residua incertezza.
Per i padroni di casa, guidati da Gian Piero Gasperini, questa sfida rappresenta un crocevia tattico non indifferente. L’allenatore bergamasco, ritrovando finalmente Koné a centrocampo dopo l’assenza forzata delle ultime settimane, ha deciso di affidarsi a un consolidato 3. Tra i pali c’è Svilar, mentre il reparto arretrato è composto da Mancini, Ndicka ed Hermoso, una linea a tre che dovrà fare i conti con la mobilità offensiva viola. Sulla corsie esterne agiranno Celik e Wesley, con il compito di spingere e allo stesso tempo coprire le incursioni degli esterni avversari. In mediana, accanto a Cristante, torna titolare Koné, un innesto che Gasperini ha atteso con pazienza e che ora schiera dal primo minuto per dare sostanza e geometrie alla zona nevralgica del campo. Più avanti, alle spalle dell’unica punta Malen, agiranno Soulé e Pisilli: proprio quest’ultimo ha vinto il ballottaggio con Dybala, scelto per garantire maggiore dinamismo e capacità d’inserimento senza palla.
Dall’altra parte della barricata, Paolo Vanoli affronta una trasferta proibitiva con la consapevolezza che servirà un’impresa per uscire indenni dall’Olimpico. La sua Fiorentina, schierata con un 4-3-3 speculare ma dalle caratteristiche differenti, presenta qualche scelta obbligata soprattutto nel reparto avanzato. In porta l’esperienza di De Gea è garanzia di sicurezza, mentre la difesa a quattro vede Dodo, Gosens, Pongracic e Ranieri chiamati a reggere l’urto degli attaccanti romanisti. Il centrocampo, composto da Brescianini, Fagioli e Ndour, avrà il compito di interrompere le trame avversarie e lanciare rapidamente i propri uomini di movimento. È però in attacco che Vanoli ha dovuto operare una scelta coraggiosa: Gudmundsson agirà come falso nueve, alle sue spalle Harrison, Solomon e lo stesso islandese proveranno a creare densità e imprevedibilità. Un assetto che, se da un lato sacrifica una punta centrale tradizionale, dall’altro può disorientare la retroguardia giallorossa con continui scambi di posizione.
Il peso della classifica e le assenze pesanti
In caso di vittoria, la Roma andrebbe a meno un punto dalla Juventus (quarta forza del campionato) e si porterebbe a più due sul Como di Fabregas, scavalcando di fatto un’altra diretta concorrente per l’Europa che conta. I giallorossi, come riportano le cronache della vigilia, sono ancora pienamente in corsa e non possono permettersi passi falsi, considerando che il traguardo della Champions League rappresenta non solo un obiettivo sportivo ma anche un volano economico non trascurabile. La Fiorentina, dal canto suo, arriva all’appuntamento forte di una striscia di risultati utili consecutivi che ha ridato slancio all’ambiente, sebbene la zona retrocessione resti un’ombra allontanata ma non del tutto cancellata. Gasperini, in conferenza stampa, aveva sottolineato come “non esista partita scontata” in questo finale di stagione, una dichiarazione che trova piena applicazione in un match dove l’equilibrio può essere spezzato da un episodio o da una giocata individuale.
L’Olimpico gremito e il fattore campo
Il calcio d’inizio è fissato per le 20.45, con entrambe le squadre già scese in campo poco dopo le 18 per il consueto riscaldamento. L’Olimpico, come sempre in queste occasioni, si preannuncia caldo e partecipe, capace di spingere i propri beniamini nei momenti di difficoltà. Per i viola, abituati a giocare sotto pressione in trasferte delicate, l’aspetto psicologico sarà determinante: nessuna delle due compagini potrà nascondersi dietro al risultato delle altre, e proprio per questo il margine di errore si riduce all’osso. Gli arbitri, designati per l’incontro, avranno il compito di governare una gara che si preannuncia nervosa nei momenti clou, con contrasti a centrocampo e duelli aerei destinati a infiammare gli animi. Sarà una prova di maturità per entrambi gli allenatori, chiamati a leggere gli sviluppi tattici minuto dopo minuto, magari intervenendo con cambi mirati quando la stanchezza inizierà a farsi sentire.
L’assenza di alcune figure chiave (non meglio specificate dalle liste ufficiali del giorno) ha comunque costretto i due tecnici a rivedere parzialmente i propri piani, senza però stravolgerli del tutto. La sensazione, a pochi minuti dall’inizio, è che si assisterà a una partita aperta, potenzialmente ricca di occasioni da una parte e dall’altra. La Roma cerca la spinta decisiva verso i sogni europei, la Fiorentina vuole togliersi ogni pensiero per le ultime tre giornate. E proprio questa differenza di obiettivi, paradossalmente, potrebbe generare un coperta tattica interessante: i padroni di casa dovranno attaccare senza scoprirsi troppo; gli ospiti, pur senza l’obbligo di vincere a tutti i costi, non potranno limitarsi a difendere, pena l’accerchiamento nella propria metà campo. La partita, insomma, è di quelle che si commentano meglio guardandole, con la speranza che la qualità dei singoli prevalga sulla paura di sbagliare.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
