La Roma di Gasperini ritrova la via del gol e della vittoria all'Olimpico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo un digiuno di risultati positivi tra le mura amiche che si protraeva da diverse settimane, l'Olimpico ha potuto finalmente esultare, ridando slancio a una Roma bisognosa di ritrovare non solo i punti ma anche l'identità. Contro un Parma ostinato e per lunghi tratti pericoloso, la squadra di Gasperini ha messo in mostra, seppur con fatica, quelle caratteristiche di solidità e intelligenza tattica che le erano mancate, riuscendo a piegare gli avversari per 2-1. La partita, che nel primo tempo aveva visto gli emiliani più vicini al vantaggio, si è accesa dopo l'intervallo, quando l'allenatore giallorosso ha deciso di cambiarne il volto: l'uscita di un Bailey in evidente difficoltà e l'ingresso di El Aynaoui hanno permesso a Cristante di avanzare il suo raggio d'azione, in un ruolo che ricorda da vicino quello solitamente ricoperto da Pasalic, mentre Soulé e Dybala hanno costituito il perno offensivo da cui sono scaturite le iniziative più pericolose.

Il Parma combatte ma non basta

La risposta del Parma, che per ampi segmenti della gara è riuscito a bloccare il gioco della Roma, non è mai venuta meno, tanto da aver spaventato più volte i padroni di casa. Già nel primo tempo, infatti, le occasioni più chiare erano state costruite dagli ospiti: una punizione insidiosa di Bernabè, al venticinquesimo minuto, era finita appena sopra la traversa, mentre pochi istanti dopo un intervento di Svilar aveva neutralizzato la conclusione di Ordonez. Poco prima del fischio d'intervallo, poi, era toccato a Suzuki compiere una parata di rango, stendendosi sul colpo di testa di Dybala e mantenendo così il punteggio sullo zero a zero, in una serata dove i portieri, da ambo le parti, si sono resi protagonisti.

La decisione arbitrale sul gol di Soulé

Uno dei momenti più discussi dell'incontro è arrivato nel primo tempo, quando la rete realizzata da Soulé è stata annullata dall'arbitro Crezzini a causa di un fuorigioco di Celik, giudicato attivo perché avrebbe, secondo la valutazione del direttore di gara, ostruito la visuale a Suzuki sul tiro dell'argentino. "Suzuki vede partire il pallone", è stata la spiegazione fornita per giustificare la decisione, la quale, tuttavia, ha sollevato non pochi interrogativi, soprattutto se paragonata ad altre situazioni analoghe verificatesi in campionato, dove reti similmente contestate erano state invece convalidate.

Le individualità che hanno fatto la differenza

A segnare le reti decisive per la vittoria della Roma sono stati Hermoso e Dovbyk, due giocatori che, partiti da ruoli di secondo piano, sono diventati protagonisti assoluti della serata. Il primo, mostrando una sicurezza in fase di costruzione del gioco che sembrava aver smarrito, si è persino inventato playmaker, arricchendo di qualità le manovre offensive. Svilar, dal canto suo, è uscito dall'Olimpico con le mani quasi pulite, avendo sporcato i guantoni principalmente per respingere in angolo un gran tiro di Sorensen, mentre sulla conclusione di Circati non ha potuto fare nulla. La sua prestazione, comunque, è stata fondamentale, soprattutto nel primo tempo quando, sulla pericolosa conclusione di Ordonez, ha opposto un Corpo fermo, evitando così di subire il gol.

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