Oscar 2026, le pagelle del red carpet: Demi Moore e Zoe Saldana da urlo, Jessie Buckley promossa ma non per la moda

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La notte degli Oscar, quella della 98esima edizione che si è tenuta al Dolby Theatre di Los Angeles e che ha incoronato Una battaglia dopo l'altra di Paul Thomas Anderson come miglior film, non è fatta solo di statuette e discorsi di ringraziamento. Il red carpet, si sa, è un palcoscenico parallelo, un racconto per immagini fatto di stoffe preziose, silhouette audaci e, talvolta, veri e propri passi falsi. Mentre i riflettori si accendevano sui vincitori, un esercito di cronisti di moda era già al lavoro per giudicare ogni singolo dettaglio degli abiti, dai colori alle texture, dalle scelte sartoriali ai messaggi, più o meno velati, che ogni celebrità ha voluto lanciare con il proprio look. In questa edizione 2026, il verdetto è stato chiaro e, come sempre, impietoso.

Se c'è una cosa che il red carpet degli Oscar non perdona è la mancanza di coraggio, ma nemmeno gli eccessi ingiustificati. E Jessie Buckley, che pure quella notte aveva tutti i motivi per splendere dopo aver vinto il premio come migliore attrice protagonista per Hamnet - Nel nome del figlio, ha ricevuto i voti più bassi proprio per il suo look. La scelta dell'attrice irlandese, che sul palco ha commosso il mondo dedicando la statuetta al "caos meraviglioso del cuore di una madre" -4, è apparsa ai più poco convincente: un ensemble firmato Chanel che giocava con accostamenti di rosso e rosa, una combinazione cromatica che, a detta degli esperti, risultava dissonante e poco armoniosa con la sua carnagione, quasi a voler osare senza però trovare la giusta quadra. Un quattro in pagella che, se possibile, stride con la perfezione della sua interpretazione drammatica, ma che conferma come la musica, sul tappeto rosso, cambi radicalmente registro.

In netto contrasto con l'esito discutibile della Buckley, la serata ha visto trionfare alcune scelte di stile che difficilmente verranno dimenticate. Zoe Saldana, per esempio, è stata promossa a pieni voti con un otto che non lascia spazio a interpretazioni. La sua presenza, una delle prime ad animare il red carpet, è stata descritta come un esempio di "chic" assoluto: linee pulite, una silhouette che esaltava la figura senza bisogno di eccessi, e quel portamento da diva che sa di non dover gridare per farsi notare. È l'eleganza della sicurezza, quella che non ha bisogno di stratagemmi per entrare nella storia della moda.

Sul versante opposto, ma ugualmente memorabile, si è piazzata Anne Hathaway. L'attrice, da sempre habituée delle serate di gala, ha optato per un look che i critici hanno definito "teatrale", un aggettivo che in questo contesto suona come un complimento a metà. Il suo sette in pagella racconta di una scelta consapevole, quella di trasformare il red carpet in un palcoscenico personale. Non un semplice abito, ma una performance: forse eccessiva per i puristi del minimalismo, ma perfettamente in linea con la personalità di un'interprete che sa che la recitazione non si ferma davanti all'obiettivo dei fotografi.

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