Israele, ucciso il nuovo capo militare di Hamas: la conferma di Katz

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha rivendicato ufficialmente la morte di Mohammed Odeh, il quarto comandante dell’ala militare di Hamas a cadere sotto i colpi delle forze di difesa israeliane (Idf) e dello Shin Bet.

L’annuncio, diffuso tramite un post sulla piattaforma X, è stato inequivocabile nel descrivere l’esito dell’operazione condotta ieri sera a Gaza City: l’uomo – che secondo fonti locali sarebbe stato raggiunto insieme ai suoi familiari nell’appartamento dove si trovava – è stato, nelle parole del ministro, “mandato a incontrare i suoi complici negli abissi dell’inferno”. L’assassinio, di cui è stato diffuso il video, segna un ulteriore capitolo nella caccia ai vertici dell’organizzazione palestinese, in particolare a quelli coinvolti nella pianificazione del massacro del 7 ottobre.

L’operazione nel quartiere Rimal

Secondo quanto ricostruito dalle agenzie e dai media israeliani, l’attacco mirato non si è limitato a un singolo edificio, ma ha coinvolto diversi obiettivi strategici nel cuore della città. Aerei da combattimento hanno lanciato almeno tre missili contro l’abitazione che fungeva da nascondiglio per Odeh; circa venti minuti più tardi, un elicottero ha colpito un altro appartamento situato a poche centinaia di metri di distanza, appartenente – spiegano le fonti di sicurezza – a un altro miliziano implicato nell’assalto del 7 ottobre.

Le operazioni sono il risultato di mesi di sorveglianza, durante i quali i servizi segreti hanno monitorato i movimenti del nuovo capo militare e dei suoi più stretti collaboratori, arrivando a colpire quella che le Idf descrivono come una “cellula operativa” ancora attiva nonostante le perdite subite nelle scorse settimane.

Chi era Mohammed Odeh

La sua nomina a vertice delle Brigate al-Qassam risaliva a poco più di una settimana fa, quando aveva preso il posto di Izz al-Din Haddad, eliminato a metà maggio in un raid analogo. Prima di quel ruolo, Odeh guidava il quartier generale dell’intelligence di Hamas, una posizione che lo rendeva – a detta degli investigatori israeliani – uno degli artefici principali della pianificazione degli obiettivi durante la fase iniziale della guerra.

Non solo: durante il conflitto, era coinvolto direttamente nella direzione di attacchi contro i militari e i civili israeliani, nonché nella raccolta di informazioni per elaborare piani terroristici. Il ministro Katz, nel suo intervento pubblico, non ha lesinato aggettivi nel definirlo “uno dei quattro comandanti” di vertice dell’apparato militare, aggiungendo una frase – “sono morti che camminano” – che intendeva riassumere il destino che, secondo Gerusalemme, attende tutti i responsabili delle violenze dell’ottobre 2023.

Il quadro degli attacchi e le reazioni

Mentre la notizia dell’uccisione veniva diffusa, il quadro sul campo restava segnato da una violenza diffusa ben oltre i confini della Striscia. I raid israeliani hanno colpito anche il sud del Libano, dove fonti mediche hanno riferito di almeno 31 morti e 40 feriti, in una escalation che tiene alta la tensione sul fronte settentrionale.

Nel contesto di queste operazioni, il presidente degli Stati Uniti – che oggi siede nuovamente alla Casa Bianca da oltre un anno – ha annunciato lo spostamento di una riunione di gabinetto da Camp David alla residenza esecutiva, citando “possibili condizioni meteorologiche avverse”. Tornando all’episodio di Gaza City, le autorità israeliane hanno voluto sottolineare che l’eliminazione di Odeh rappresenta un “duro colpo” ai tentativi di ricostruzione dell’apparato militare di Hamas, sebbene le dinamiche operative sul terreno rimangano complesse e frammentate.

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