Caso Livoli, il presunto killer aveva scontato una pena per stupro
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Redazione Interno
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La tragica fine di Aurora Livoli, la diciannovenne trovata senza vita a Milano il 29 dicembre, conduce le indagini verso un uomo la cui storia giudiziaria appare già segnata. Emilio Gabriel Valdez Velazco, il 57enne di origini peruviane attualmente arrestato e indagato per l'omicidio, aveva infatti già scontato una pena detentiva per violenza sessuale aggravata, condanna divenuta definitiva e espiata nel marzo dello scorso anno. Giunto in Italia nel 2017, l'uomo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, non avrebbe lasciato il Paese dopo la scadenza del permesso di soggiorno, trattenendosi in territorio nazionale in modo irregolare, un dettaglio che s'interseca con il profilo emerso dalle indagini.
Le ultime ore e la strenua difesa
Il movente e la dinamica dell'aggressione mortale si stanno delineando, frammento dopo frammento, attraverso le risultanze investigative della procura. Aurora Livoli, originaria di Forni di Latina, si trovava a Milano quando, nella serata del 28 dicembre, il suo percorso si sarebbe incrociato con quello di Valdez Velazco sulla banchina della stazione della metropolitana di Cimiano. È in quel luogo, secondo gli elementi acquisiti, che la giovane avrebbe opposto resistenza all'aggressione subita, lottando con tutte le sue forze contro il suo aggressore prima di essere sopraffatta. I segni riscontrati sul suo parlano, come spesso accade in simili tragedie, di una disperata e coraggiosa volontà di sopravvivere, lasciando intendere una reazione determinata allo strangolamento che le ha tolto la vita.
La violenza precedente e l'arresto
Il percorso che ha portato all'identificazione del sospettato è stato segnato da un episodio precedente, avvenuto quella stessa sera e a poca distanza. Prima dell'incontro fatale con Aurora Livoli, Valdez Velazco avrebbe aggredito un'altra diciannovenne, una connazionale, nel tentativo di rapinarla. La giovane, sebbene tramortita, riuscì a divincolarsi e a sfuggirgli, permettendo così, con la sua testimonianza e con le immagini di videosorveglianza che hanno immortalato l'uomo, di avviare le prime identificazioni. Proprio per questa tentata rapina, l'uomo è stato tratto in arresto già il 30 dicembre, circostanza che ha consentito agli investigatori di concentrarsi su di lui anche in relazione alla seconda, ben più grave, notizia di reato emersa poche ore dopo con il ritrovamento del senza vita.
Il quadro investigativo e il passato carcerario
Gli elementi a disposizione della magistratura disegnano un profilo dalle molte ombre, dove il passato criminale si lega ai fatti recenti. La condanna definitiva per violenza sessuale aggravata, di cui Valdez Velazco ha scontato la pena nel carcere di Pavia, rappresenta un precedente di estrema gravità che assume un significato particolare nel contesto dell'indagine in corso. Le modalità dell'aggressione mortale, unitamente alla rapidità con cui si sono susseguiti i due episodi nella stessa serata, suggeriscono una condotta violenta che le autorità giudiziarie stanno ora esaminando nel dettaglio, incrociando le prove scientifiche con le testimonianze e le riprese video, per ricostruire con precisione ogni minuto di quella notte.




