Kim Jong-un inaugura a Pyongyang il memoriale per i soldati caduti in Ucraina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La cerimonia, svoltasi nella capitale nordcoreana alla presenza del ministro della Difesa russo Andrei Belousov e del presidente della Duma Vyacheslav Volodin, ha segnato un momento di alta tensione simbolica. Kim Jong-un, che secondo le immagini diffuse dalla televisione di Stato ha deposto personalmente fiori davanti al nuovo complesso, ha reso omaggio ai militari del proprio paese caduti nei combattimenti nella regione russa di Kursk – quella stessa area dove le forze di Kiev avevano lanciato un’incursione nel 2024. L’inaugurazione del “Complesso commemorativo e Museo delle imprese belliche degli eroi dell’operazione militare all’estero” non è stata dunque una semplice celebrazione funebre, quanto piuttosto la consacrazione ufficiale di un coinvolgimento diretto, seppur mai dichiarato apertamente nei dettagli operativi, del contingente nordcoreano nel conflitto ucraino.

Una cooperazione che si fa alleanza industriale e bellica

Proprio in quei giorni, Belousov e Kim hanno messo nero su bianco l’intenzione di strutturare la collaborazione militare su basi di lungo periodo, superando di fatto la logica dell’assistenza emergenziale. L’incontro a Pyongyang, riportato dall’agenzia Interfax, ha prodotto l’accordo per trasformare il rapporto bilaterale in un pilastro strategico: l’imminente firma del piano d’interazione per il periodo 2027-2031 indicherebbe un passaggio concreto verso una simbiosi industriale e bellica. Le stime, sebbene non confermate da fonti ufficiali indipendenti, parlano di un’alleanza militare e industriale da venti miliardi di dollari, cifra che lascia intendere l’entità degli scambi – inclusi probabilmente trasferimenti tecnologici, rifornimenti di munizioni e sistemi d’arma.

Un memoriale che parla di guerra e di diplomazia armata

Volodin, accompagnato dal ministro della Difesa, ha preso parte alla cerimonia in qualità di rappresentante di Mosca, a testimonianza di come la Duma sostenga attivamente questo asse. Il monumento, eretto nella capitale nordcoreana, non celebra soltanto i caduti – molti dei quali sarebbero morti proprio nei combattimenti a Kursk – ma funge anche da monito per gli osservatori internazionali. Le immagini mostrano Kim che saluta i soldati presenti, un gesto rituale che nell’austera liturgia di Pyongyang assume un peso politico inequivocabile: la Corea del Nord ha combattuto al fianco della Russia sul terreno ucraino, e ora lo dichiara con un’opera in marmo e bronzo.

L’asse Pyongyang-Mosca sfida l’ordine globale

L’incontro tra Belousov e Kim, definito dall’agenzia russa come un passo verso l’impostazione di una cooperazione militare “su basi di lungo termine”, si inserisce in un contesto geopolitico già infiammato. Nessuna dichiarazione ufficiale ha specificato numeri di effettivi né località precise degli schieramenti, ma l’esistenza stessa del memoriale – intitolato alle “imprese belliche degli eroi” – costituisce una prova indiziaria difficile da ignorare. Dal canto suo, Mosca ottiene un alleato con capacità produttiva di artiglieria e manodopera abbondante, mentre Pyongyang riceve probabilmente tecnologie per i propri programmi missilistici e nucleari. La cerimonia di domenica, con i due alti funzionari russi accanto al leader nordcoreano, ha dunque trasformato un cimitero in una piattaforma diplomatica: lì dove si ricordano i morti, si progetta anche il prossimo quinquennio di guerra.

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