La caccia al varano nella Bassa Bresciana tra avvistamenti, leggende e il giallo della sua presunta morte

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Decine di segnalazioni, servizi televisivi nazionali e un tam tam social che non accenna a placarsi: da settimane, nella campagna al confine tra Calcinato e Montichiari, si sta consumando una vicenda che ha dell'incredibile. Al centro delle cronache locali, infatti, c'è un varano, un lucertolone di dimensioni ragguardevoli, lungo circa un metro e mezzo, che qualcuno dice di aver visto aggirarsi tra i campi e la brughiera della Bassa Bresciana.

E mentre la popolazione si divide tra scettici e credenti, sono gli agenti della Polizia provinciale a muoversi sul campo, impiegando ogni sera tecnologie sofisticate come droni e visori termici per tentare di catturare vivo l'animale, una operazione resa ancor più complessa dal rischio che le rigide temperature invernali possano uccidere il rettile prima ancora che venga messo in salvo in un parco naturale.

L'appello del sindaco e il mistero della salma

A gettare benzina sul fuoco, nelle ultime ore, è stato l'intervento del sindaco di Montichiari, Marco Togni, che attraverso un video pubblicato sulla propria pagina Facebook ha lanciato un accorato e alquanto singolare appello. Il primo cittadino, infatti, ha dichiarato di aver ricevuto numerose telefonate e messaggi dai cittadini che danno per certo il decesso dell'animale, indicando addirittura che il suo corpo senza vita giacerebbe da qualche parte nella zona interessata dalle ricerche.

Togni, prendendo atto di queste voci insistenti, ha rivolto una richiesta precisa a chiunque abbia notizie certe: posizionare la salma del varano sul ciglio di una strada, ben visibile a tutti, in modo da porre finalmente fine a quella che ormai definisce una "storia" da archiviare, invitando la comunità a collaborare per chiarire il mistero e consentire ai soccorritori di concentrare le energie altrove.

Tecnologia e pazienza nella Bassa Bresciana

Mentre il sindaco chiede prove tangibili della morte del rettile, le squadre di intervento proseguono le battute di caccia con l'obiettivo prioritario di catturarlo vivo, una missione che si scontra con l'urgenza di proteggere l'incolumità pubblica, dato che il varano è dotato di un morso potente e di tossine.

Le ricerche, che si concentrano a sud della strada Colomberino Castellina, nell'area in cui risale il primo avvistamento di alcune settimane fa, hanno portato all'istituzione di una zona interdetta alla circolazione pedonale e ciclabile, al fine di tutelare i cittadini e agevolare le operazioni.

Tra le voci che si rincorrono, tuttavia, emerge con forza l'ipotesi che il varano possa essere già morto a causa del freddo, un'eventualità che trasformerebbe la complessa operazione di salvataggio in una semplice, e ben più macabra, operazione di recupero, a patto che il corpo venga effettivamente rinvenuto.

Avvistamenti e leggende metropolitane

Da giorni, la vicenda si è trasformata in un vero e proprio fenomeno mediatico, alimentato da decine di segnalazioni che si mescolano a chiacchiere da bar e a leggende metropolitane, contribuendo a creare un alone di mistero attorno alla brughiera bresciana. L'enorme lucertola, che molti sperano di vedere ancora in vita, è diventata il simbolo di una caccia al tesoro tecnologica che vede contrapposti la frenesia dei social, con i suoi continui aggiornamenti e presunti avvistamenti, e la lenta, metodica pazienza degli operatori della Polizia provinciale.

Questi ultimi, armati di trappole e visori notturni, setacciano il terreno ogni sera, nel tentativo di risolvere un enigma che tiene con il fiato sospeso un'intera vallata, nella speranza di catturare l'animale prima che il giallo della sua sorte, viva o morta che sia, finisca per oscurare la realtà dei fatti.

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