Roma, incappucciati nella galleria di Laika: gallerista minacciato e opere imbrattate
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Tre persone con il volto coperto da cappucci hanno fatto irruzione nel tardo pomeriggio del 27 ottobre alla galleria Rosso20sette di Roma, dove è in corso la mostra di Laika «The Collapse of Democracy – States of Injustice, Chapter 2». Gli aggressori hanno minacciato e immobilizzato il gallerista Stefano Ferraro, l'unico presente nello spazio, e hanno poi imbrattato con vernice spray nera le opere esposte. Sul posto è intervenuta la polizia, che ha avviato le indagini per identificare i responsabili e chiarire la matrice dell'azione.
Come si è svolta l'irruzione alla Rosso20sette
L'azione si è consumata in pochi minuti e in pieno giorno, in una galleria aperta al pubblico. Ferraro è stato costretto a restare fermo mentre i tre incappucciati passavano da un'opera all'altra con la bomboletta: secondo una delle ricostruzioni, il gallerista sarebbe stato anche minacciato di morte. A essere colpiti sono stati tutti i lavori in mostra, tra tele, installazioni e carte, per un totale di ventitré opere devastate.
La personale raccoglie circa venti lavori, realizzati dall'artista durante il suo secondo viaggio negli Stati Uniti, ed era stata inaugurata il 10 ottobre alle 18 nella sede di via del Sudario. Il calendario prevedeva l'apertura al pubblico fino al 14 novembre. Il titolo riprende un tema che attraversa il lavoro di Laika: il rapporto tra potere, diritti e libertà civili.
Chi è Laika e perché le sue opere fanno discutere
Laika è una street artist romana che da anni lavora con una maschera bianca e una parrucca rossa, senza rivelare la propria identità. Nel 2023 ha ricevuto un riconoscimento da Amnesty International per il suo impegno sui diritti umani, e nello stesso anno la Rosso20sette ospitò la sua prima mostra personale, «Art Is (Not) A Game», dall'11 marzo al 22 aprile. La galleria l'ha poi inclusa nella mostra per i vent'anni di attività, con venti street artist internazionali, nel maggio 2025.
I suoi manifesti hanno spesso acceso il dibattito pubblico. Nel novembre 2024 a Barcellona il poster «The Black Wave» ritraeva insieme Netanyahu, Orbán, Meloni, Milei e Trump. Nel maggio 2025 a Roma comparve un murale con un bacio tra Hitler e Netanyahu, rimosso in meno di ventiquattro ore, mentre l'8 maggio 2026 un doppio intervento tra Roma e Bruxelles prese di mira il governo italiano e l'Unione europea sul tema dei rapporti con Israele.
La reazione dell'artista
Laika ha definito il raid «un attacco al dissenso e alla libertà di espressione». Le opere distrutte, in una mostra dedicata proprio allo stato della democrazia, vengono lette dall'artista come l'ultimo episodio di una serie di intimidazioni contro chi esprime posizioni critiche, dai blitz nei luoghi pubblici alle violenze contro gli spazi culturali.
Gli investigatori stanno lavorando sulle immagini e sulle testimonianze raccolte nella zona della galleria, nel centro storico, per risalire ai tre uomini che hanno agito con il volto coperto.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
