Ericsson avvia la procedura di licenziamento collettivo per 131 dipendenti a Genova

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La multinazionale svedese delle telecomunicazioni Ericsson ha aperto una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 131 dipendenti del sito genovese. La lettera con l'avvio dell'iter è stata recapitata nella giornata di ieri e la conferma arriva da Sonia Montaldo, segretaria generale della Slc Cgil di Genova, la quale ha spiegato che la missiva è arrivata in mattinata. La procedura, come precisato dal sindacato, coinvolge 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti.

La chiusura dei reparti di ricerca e sviluppo

Secondo quanto riferito dalla rappresentante sindacale, l'azienda chiude l'intero reparto R&D Ottica e parte di un altro reparto sempre di Ricerca e Sviluppo, sezioni che si occupano principalmente di tecnologie di rete avanzate e infrastrutture. Nella procedura si legge che una delle cause è da ricercarsi nella costante e progressiva involuzione del mercato italiano delle telecomunicazioni, che continua a presentare dinamiche particolarmente impegnative e in sofferenza. La decisione di Ericsson si inserisce in un quadro di revisione organizzativa e di portafoglio a livello di gruppo.

Le reazioni del sindacato

Montaldo ha definito la procedura "un colpo durissimo per i dipendenti" e ha parlato di "un vero e proprio dramma sociale per Genova e per il progetto del polo tecnologico degli Erzelli", che a suo dire avrebbe dovuto essere il fiore all'occhiello della ricerca e dell'innovazione tecnologica della città. La sindacalista ha sottolineato come l'azienda abbia deciso di chiudere proprio il reparto ricerca e sviluppo, aggiungendo che la procedura "rappresenta una sciagura per l'azienda che perde il cuore del suo processo produttivo e una sconfitta per lo sviluppo della cittadella tecnologica".

Slc Cgil e Cgil di Genova hanno chiesto a politica e istituzioni di affrontare la vertenza "in modo compatto e coeso", affinché si adoperino per trovare una soluzione che salvaguardi l'occupazione. In una nota congiunta, il sindacato ha ricordato che la precedente procedura che aveva colpito il sito genovese, risalente al febbraio 2025, aveva già espulso una decina di dipendenti, che si sono sommati agli oltre 500 persi a Genova negli ultimi dieci anni.

L'assemblea dei lavoratori e le interrogazioni parlamentari

Per lunedì 14 settembre, dalle 9,30 alle 11,30, è stata convocata un'assemblea di tutto il personale, finalizzata a fare il punto della situazione e a lanciare la mobilitazione dei lavoratori. Sul fronte politico, il senatore del Partito Democratico Lorenzo Basso, il deputato Alberto Pandolfo e Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, hanno annunciato la presentazione di due interrogazioni parlamentari, a Senato e Camera, per chiedere al Governo di intervenire.

I tre esponenti dem hanno definito i 131 licenziamenti "inaccettabili", sottolineando che la decisione rischia di colpire non soltanto l'occupazione ma uno dei presìdi tecnologici più importanti della città. Sulla vicenda è intervenuto anche l'assessore regionale ai Rapporti con le organizzazioni sindacali, Paolo Ripamonti, il quale ha manifestato ai rappresentanti sindacali la disponibilità a incontrarli il prima possibile e ha espresso preoccupazione per la volontà dell'azienda di una sostanziale dismissione entro fine anno di alcuni settori a Genova.

Il contesto storico del sito degli Erzelli

Il sito genovese di Ericsson era stato inaugurato nel 2012 presso il Parco Scientifico e Tecnologico degli Erzelli, sulle colline di Sestri Ponente. All'epoca la multinazionale aveva trasferito nella nuova sede il principale centro di Ricerca e Sviluppo italiano, con circa 550 ricercatori impegnati nello sviluppo di reti a banda larga di nuova generazione e reti ottiche.

L'amministratore delegato di Ericsson Italia di allora, Nunzio Mirtillo, aveva definito Genova "la capofila delle nostre attività di ricerca in Italia", sottolineando la volontà di potenziare il centro di R&S e di sostenere lo sviluppo del territorio. Nel momento del trasferimento sulla collina degli Erzelli, la struttura poteva contare su oltre 900 addetti. Nel gennaio del 2026 il gruppo aveva già annunciato un piano di riduzione del personale che prevedeva il taglio di circa 1.600 posizioni in Svezia, pari a più del 10 per cento della forza lavoro nel Paese scandinavo, nell'ambito di un più ampio programma globale di contenimento dei costi. Il presidente e amministratore delegato Börje Ekholm, intervenendo al World Economic Forum di Davos, aveva spiegato che il mercato delle apparecchiature per le telecomunicazioni è piatto da vent'anni e che le riduzioni rientrano in uno sforzo continuo di efficienza globale.

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