Ericsson ritira i licenziamenti a Genova, il confronto si sposta sulle uscite volontarie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ericsson ha deciso di ritirare la procedura di licenziamento collettivo avviata per 131 lavoratori della sede di Genova. La decisione è stata comunicata nel corso del confronto tra azienda e Governo al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove si è tenuto il tavolo convocato dal ministro Adolfo Urso. La vertenza, che sembrava avviata verso un esito forzoso, ha cambiato direzione dopo le interlocuzioni tra l'amministratore delegato di Ericsson Italia, Andrea Missori, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La telefonata decisiva e il cambio di passo

Secondo quanto riferito da fonti di Palazzo Chigi, l'intervento della premier è stato diretto: una telefonata all'amministratore delegato Andrea Missori da cui è scaturita la decisione dell'azienda di ritirare la procedura. Le stesse fonti hanno spiegato che l'iniziativa è stata assunta «di fronte alla strumentalizzazione politica che si è sviluppata attorno alla vicenda, con il rischio di alimentare tensioni sulla pelle dei lavoratori». La scelta di Ericsson apre ora una nuova fase della vertenza, che dovrebbe proseguire attraverso un percorso di uscite esclusivamente volontarie.

Incentivi all'esodo e ricollocazione

Sul tavolo l'azienda avrebbe messo un incentivo all'esodo, con la possibilità di aderire all'offerta fino alla fine dell'anno. Per chi invece scegliesse di restare nel gruppo, sarebbero disponibili posizioni in altre sedi italiane e all'estero. È previsto anche un sostegno nella ricerca di una nuova occupazione, con il coinvolgimento delle istituzioni territoriali. Circa il 40% dei lavoratori interessati ha più di 59 anni.

La soluzione individuata trasforma dunque i licenziamenti in un percorso basato su volontarietà e accompagnamento, mentre resta aperto il confronto sul futuro industriale del sito degli Erzelli.

Le reazioni al Mimit

Ad annunciare l'esito dell'incontro è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha parlato di una svolta positiva per la vertenza. «Siamo lieti che l'azienda abbia accolto la richiesta del Presidente del Consiglio, annunciando al tavolo convocato al Mimit il ritiro dei licenziamenti e l'attivazione di procedure consensuali, con esodi incentivati e volontari», ha dichiarato Urso. Il confronto tra azienda, istituzioni e organizzazioni sindacali proseguirà ora con l'obiettivo di tutelare i lavoratori coinvolti e accompagnare una nuova fase per lo stabilimento genovese.

Il fronte sindacale e politico

La Cgil attribuisce il risultato alla mobilitazione dei lavoratori e alla pressione esercitata da sindacati e istituzioni. «Siamo soddisfatti per questo risultato frutto della lotta dei lavoratori e per l'interessamento di politica e istituzioni e naturalmente per l'intervento del presidente del Consiglio», affermano Sonia Montaldo, segretaria generale della Slc Cgil Genova, e Alessandro Pagano, segretario generale della Camera del lavoro di Genova.

I due sindacalisti sottolineano tuttavia che questa è la ventottesima procedura affrontata dai dipendenti Ericsson negli ultimi anni e chiedono di mantenere alta l'attenzione sulla tutela occupazionale e sul rilancio del sito produttivo.

Sulla stessa linea il segretario generale Cisl Liguria Luca Maestripieri, che definisce quello raggiunto al Mimit «un primo passaggio importante». Secondo Maestripieri, la trasformazione della procedura di licenziamento in un percorso di esodo volontario incentivato rappresenta un risultato iniziale ma non definitivo.

«Resta forte la preoccupazione per la possibile perdita di posti di lavoro e per la dispersione di competenze altamente qualificate», osserva il sindacalista, richiamando il valore strategico del sito degli Erzelli e la necessità di costruire nuove prospettive industriali e occupazionali per la sede genovese. La vicenda sarà inoltre discussa alla Camera mercoledì 7 ottobre, quando la Commissione Attività produttive ascolterà in audizione i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

Le posizioni delle istituzioni locali

Soddisfazione è stata espressa anche dalla Regione Liguria. Il presidente Marco Bucci e gli assessori Alessio Piana e Paolo Ripamonti hanno ringraziato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definendo il suo intervento determinante per la positiva conclusione della vertenza. Secondo la Regione, la dismissione di una linea di prodotto non equivale alla chiusura del sito di Erzelli e il tavolo di monitoraggio annunciato potrà contribuire a costruire nuove opportunità di sviluppo per il territorio.

Anche la sindaca di Genova Silvia Salis ha espresso soddisfazione per il ritiro dei licenziamenti, ringraziando Meloni per aver ascoltato le istanze dei lavoratori incontrati durante il Salone Nautico. «Questo risultato è stato possibile grazie alla lotta dei lavoratori, che hanno tenuto alta l'attenzione sulla vertenza», ha dichiarato Salis, ribadendo la necessità di proseguire il confronto su piano industriale e investimenti, valorizzando le competenze presenti agli Erzelli.

L'eurodeputato del Pd Brando Benifei ha accolto con favore il ritiro della procedura, sottolineando però che questo deve rappresentare soltanto un punto di partenza. «Ora occorre trovare un piano di rilancio aziendale per il polo genovese», ha affermato, chiedendo investimenti su occupazione stabile e qualificata, ricerca e innovazione.

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