Il Tesoro scommette ancora sul Btp Valore, da lunedì nuova emissione con tassi minimi garantiti fino al 3,50%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il richiamo per i risparmiatori italiani è destinato a ripetersi, fedele a quel meccanismo che ormai dal 2023 scandisce il calendario degli investimenti retail: il Btp Valore si prepara al suo ritorno sul mercato a partire da lunedì 2 marzo e fino a venerdì 6 marzo, salvo una chiusura anticipata che, benché tecnicamente sempre possibile, non è mai stata esercitata dal Tesoro nelle precedenti tornate. Si tratta della sesta emissione del Titolo, che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha voluto riservare esclusivamente alla clientela retail, confermando un lotto minimo di sottoscrizione fissato a 1.000 euro e una durata complessiva di sei anni. Un’operazione, questa, che punta a consolidare quel legame diretto tra lo Stato e le famiglie italiane, un legame che i numeri degli ultimi anni raccontano in modo piuttosto evidente: le cinque emissioni che hanno preceduto l’attuale hanno raccolto, nell’arco di diversi mesi e con alterne fortune legate all’andamento dei mercati, l’impressionante cifra complessiva di 81,5 miliardi di euro, con un picco massimo di 18,3 miliardi segnato nel marzo del 2024.

Una struttura cedolare che guarda al medio termine, con rendimenti garantiti e un premio fedeltà in chiusura

La nuova offerta, che si inserisce in un clima economico ancora segnato dall’incertezza sulle future mosse della Banca Centrale Europea, presenta caratteristiche tecniche ormai collaudate e pensate per invogliare la sottoscrizione e la successiva detenzione del titolo fino alla naturale scadenza. Il Dipartimento del Tesoro, come da prassi, ha reso noti venerdì 27 febbraio i tassi minimi garantiti che faranno da base per l’intera operazione, fissandoli in una progressione crescente che ricalca lo schema ormai familiare del “step-up” suddiviso in tre bienni consecutivi, secondo la scansione 2+2+2. Per i primi due anni, dunque, il rendimento minimo garantito è stato fissato al 2,50%, per poi salire al 2,80% durante il terzo e il quarto anno e raggiungere infine il 3,50% nell’ultimo biennio, quello che copre il quinto e il sesto anno di vita del titolo. L’investitore che acquisterà il Btp durante i giorni di collocamento e avrà la pazienza di portarlo a scadenza, senza cederlo prima sui mercati secondari come il MOT, avrà diritto anche a un premio fedeltà finale extra, una tantum, fissato nella misura dello 0,8% sul capitale nominale investito, una percentuale che si allinea alle ultime emissioni e che rappresenta una gratificazione aggiuntiva per chi mantiene l’impegno fino in fondo.

Modalità di acquisto semplici e vantaggi fiscali pensati per il piccolo risparmiatore

Per quanto riguarda le modalità di sottoscrizione, il meccanismo rimane volutamente accessibile, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere il pubblico più ampio possibile dei risparmiatori individuali, quelli che gli addetti ai lavori definiscono “investitori retail”. Le famiglie potranno acquistare il titolo rivolgendosi alla propria banca di fiducia, all’ufficio postale per chi dispone di un conto BancoPosta, oppure direttamente via internet attraverso i sistemi di home banking che risultino abilitati alle funzioni di trading online. Durante questa finestra di collocamento, che si aprirà lunedì mattina, il titolo verrà offerto alla pari, vale a dire con un prezzo di emissione pari a 100, e senza l’applicazione di commissioni bancarie a carico del sottoscrittore; lo Stato, in sostanza, si fa carico dei costi di collocamento per favorire la partecipazione del pubblico. Sul fronte fiscale, vengono confermati i consueti benefici previsti per i titoli di Stato, ovvero una tassazione agevolata al 12,5% su cedole e premio fedeltà, l’esenzione dall’imposta di successione e l’esclusione dal calcolo dell’Isee fino al limite di 50.000 euro investiti complessivamente in titoli di Stato, un aspetto, quest’ultimo, che può risultare non secondario per molte famiglie nella dichiarazione dei propri indicatori economici.

Un collaudato canale di raccolta per il debito pubblico tra le famiglie italiane

L’operazione che prende il via lunedì, con la sua struttura di cedole nominali pagate con cadenza trimestrale – una frequenza che garantisce un flusso di cassa periodico più ravvicinato rispetto ai classici Btp – si inserisce a pieno titolo nella strategia del Tesoro volta a stabilizzare una quota consistente del debito pubblico in mano ai risparmiatori italiani, storicamente meno propensi a movimenti speculativi e più legati alla detenzione di lungo periodo. Dopo il successo delle edizioni precedenti, che hanno visto una raccolta particolarmente sostenuta nelle fasi di maggior turbolenza dei mercati, il Mef torna a proporre questo strumento, fiducioso che il binomio tra rendimenti minimi garantiti – che come detto potrebbero essere rivisti al rialzo solo al termine del collocamento, qualora le condizioni di mercato lo consentano – e premio fedeltà possa risultare ancora attrattivo per un risparmio privato che cerca, in un orizzonte temporale di sei anni, una relativa certezza di reddito e la garanzia incondizionata dello Stato italiano. Le banche incaricate della distribuzione, con i consueti ruoli di dealer e co-dealer, si preparano a gestire le richieste, in un contesto in cui l’asticella dell’interesse, dopo i picchi dei mesi scorsi, sembra essersi assestata su livelli che il Tesoro ha voluto fissare con questa forbice di rendimenti per i tre bienni, cercando di intercettare le attese di chi, di fronte a un’inflazione più moderata, cerca ancora un impiego liquido e sicuro per i propri risparmi.

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