Incendio a Lugnano, il rogo non si spegne e i residenti chiedono certezze sulla qualità dell’aria
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Redazione Interno
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Sono passate oltre ventiquattro ore dallo scoppio del devastante incendio che ha avvolto l’impianto di stoccaggio di rifiuti plastici della Delca Energy, situato nella zona industriale di Lugnano, ma le fiamme – seppur ormai circoscritte e ridimensionate dall’incessante lavoro dei Vigili del Fuoco – non sono state ancora del tutto domate. Le squadre, operative senza soluzione di continuità anche durante la notte, proseguono le delicate fasi di spegnimento e bonifica, sebbene al momento non siano state fornite indicazioni certe riguardo ai tempi di risoluzione definitiva dell’emergenza.
Quella colonna di fumo nero, visibile fin da lunedì da chilometri di distanza lungo l’intera piana pisana e oltre, ha lasciato il posto a una preoccupazione più silenziosa ma altrettanto opprimente: quella che riguarda la composizione chimica della cappa rimasta sospesa sul territorio, spostata dalle correnti d'aria come un fantasma incombente.
Le rilevazioni ambientali e le accortezze nei comuni limitrofi
L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) sta conducendo da diverse ore campionamenti mirati per accertare la presenza di sostanze pericolose – quali diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici e policlorobifenili – che spesso si sprigionano dalla combustione incontrollata di materiali polimerici.
Questi rilevamenti, destinati a proseguire per l’intera giornata odierna e probabilmente anche domani, non si limiteranno alla sola area dei comuni di Cascina e Vicopisano, bensì interesseranno un’ampia porzione del territorio pisano attraversata dai fumi tossici. Nel frattempo, le amministrazioni locali hanno adottato misure precauzionali: mentre a Pisa il sindaco Michele Conti ha dichiarato che i dati delle centraline urbane non mostrano criticità particolari, a Vicopisano e Cascina si è scelto la linea della massima prudenza.
In diverse zone, a San Giuliano Terme in particolare, le famiglie sono state letteralmente chiamate a riprendere i figli dagli istituti scolastici, chiusi per evitare rischi legati all’inalazione di polveri sottili in una fase in cui la direzione del vento muta rapidamente.
La preoccupazione dei cittadini e il confronto con i dati tecnici
L’odore acre e pungente avvertito nelle prime ore di ieri, soprattutto nella fascia mattutina, ha generato un crescente disagio tra i residenti, molti dei quali – complice la paura per la possibile tossicità della nube – hanno richiesto con insistenza trasparenza e celerità nella divulgazione dei bollettini ufficiali. Le richieste si fanno sempre più pressanti: “Diteci cosa stiamo respirando”, è l’appello che risuona nei comuni della zona.
Se da un lato le autorità locali invitano a fare affidamento esclusivamente sui dati oggettivi delle centraline – dati che, al momento della stesura di questo articolo, non evidenziano valori anomali tali da giustificare provvedimenti di emergenza straordinari per l’intera area metropolitana – dall’altro i provvedimenti di chiusura delle scuole e la raccomandazione a tenere chiuse le finestre testimoniano una situazione ambientale tutt’altro che nella norma.
Le operazioni in corso e la gestione dell’emergenza
I Vigili del Fuoco continuano a operare con rinforzi provenienti da diversi comandi della Toscana, concentrandosi sull’abbattimento degli ultimi focolai residui e sulla messa in sicurezza di un cumulo enorme di plastica bruciata, il cui peso è stato stimato in circa duemilacinquecento tonnellate andate in fumo. Il sindaco di Vicopisano ha diramato aggiornamenti costanti, confermando la chiusura della zona industriale della Piana di Noce per consentire ai mezzi pesanti di lavorare senza intralci.
La direzione del vento, che inizialmente spingeva il fumo verso le aree maggiormente popolate, sembra aver subito una rotazione favorevole nelle ultime ore; i tecnici, pur auspicando un miglioramento delle condizioni, mantengono alta la soglia di attenzione, consapevoli che la volatilità degli agenti inquinanti può mettere in crisi anche le migliori previsioni meteo.




