Tragedia in val Venosta: muore bambino di dieci anni, salvato l'amico undicenne
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Redazione Interno
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Nel tardo pomeriggio di ieri, in una serata di dicembre, la val Venosta è stata scossa da un episodio di inconsolabile dramma, che ha visto come protagonisti due giovanissimi amici. I due bambini, la cui quotidianità era fatta di giochi e spensieratezza, hanno deciso di allontanarsi dal parco giochi del paese di Laudes, nel comune di Malles, per addentrarsi nel bosco adiacente. È lì, tra le rocce che sovrastano l'abitato, che la loro avventura è degenerata in tragedia: il più piccolo dei due, un bambino di soli dieci anni, è precipitato per diverse decine di metri durante un'arrampicata compiuta per gioco. Il compagno undicenne, seppur miracolosamente illeso sul piano fisico, si è trovato solo, bloccato su una parete rocciosa particolarmente impervia ed esposta, mentre il crepuscolo avanzava inesorabile sulla vallata.
La corsa dei soccorsi in condizioni proibitive
L'allarme, scattato poco dopo, ha immediatamente mobilitato le squadre specializzate. Sul posto, con estrema rapidità, sono intervenuti i nuclei alpini della Guardia di Finanza, coadiuvati da un elicottero del servizio elisoccorso sul quale era già presente un tecnico sanitario. Le operazioni, che si preannunciavano subito complesse a causa dell'oscurità e della morfologia del terreno, si sono divise in due fronti distinti e ugualmente urgenti. Da una parte, infatti, i soccorritori hanno tentato di raggiungere il punto dell'impatto, dove giaceva il piccolo vittima della caduta; dall'altra, è partita la delicatissima missione per recuperare l'amico superstite, che dall'alto della sua posizione impervia assisteva, solo e sotto shock, alla scena sottostante. Nonostante la prontezza dell'intervento e i tentativi di rianimazione compiuti sul bambino di dieci anni, per lui non c'è stato purtroppo nulla da fare.
Il recupero in notturna del superstite
Parallelamente, le squadre di soccorso hanno concentrato ogni sforzo per trarre in salvo l'undicenne, la cui posizione richiedeva manovre tecniche di alta precisione. L'elicottero della Guardia di Finanza, dotato di visori notturni per fronteggiare le tenebre ormai scese sulla montagna, ha permesso di localizzarlo con esattezza e di coordinare le operazioni da terra. I soccorritori, calatisi o arrampicatisi fino a quel punto esposto, sono riusciti dopo diverse ore di lavoro ad agganciare il bambino e a metterlo in sicurezza. Il recupero, condotto in condizioni estreme che ne hanno dilatato i tempi, si è concluso con l'evacuazione del ragazzino, visibilmente scosso dall'accaduto ma fisicamente integro, a bordo dell'elisoccorso. Quest'ultimo lo ha quindi trasportato verso il vicino ospedale per tutti gli accertamenti medici del caso, mentre sul luogo rimanevano le forze dell'ordine per i necessari rilievi.
Il lavoro delle forze dell'ordine sul luogo
Con l'alba di oggi, mentre la notizia si diffondeva tra gli abitanti della valle, lasciando un senso di profonda costernazione, gli investigatori hanno potuto avviare le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Le loro attività, svolte con il massimo riserbo per non turbare ulteriormente un tessuto sociale già fortemente provato, si sono concentrate sull'area del bosco e della roccia da cui è avvenuta la caduta. Il compito dei inquirenti, in casi come questi, è duplice: da un lato, devono accertare ogni dettaglio tecnico per escludere la presenza di elementi che possano configurare responsabilità di terzi; dall'altro, devono gestire con estrema delicatezza l'aspetto umano, interfacciandosi con le famiglie dei bambini coinvolti, per le quali una simile giornata segna un confine incancellabile tra un prima e un dopo. La cronaca, pur nel suo racconto essenziale dei fatti, non può che registrare il silenzio pesante che è sceso su Laudes, dove la montagna, scenario di giochi abituali, ha mostrato ieri il suo volto più insidioso e spietato.




