Abbattuto un lupo in Val Venosta, polemiche tra politica e animalisti
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Redazione Interno
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Nella notte tra l’11 e il 12 agosto, in Alta Val Venosta, un lupo maschio è stato ucciso a seguito del decreto firmato dal presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, che autorizza l’abbattimento di due esemplari nell’area. La decisione, presa nonostante i ricorsi al Tar e le obiezioni di esperti, ha scatenato immediate reazioni. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, ha definito l’atto una «condanna a morte» inflitta «per accontentare le lobby locali», paragonandolo alle «barbare decimazioni degli eserciti del passato».
L’esame del Dna accerterà se l’animale fosse effettivamente responsabile degli attacchi al bestiame registrati tra maggio e luglio a malga Furgles, dove si contano 31 predazioni. La Provincia giustifica l’intervento come misura necessaria per proteggere gli allevatori, mentre le associazioni animaliste contestano le modalità di prevenzione adottate. Secondo la Lav, infatti, gli animali predati si trovavano «all’esterno delle recinzioni anti-lupo», e per la loro difesa erano stati impiegati cani da conduzione anziché da guardia, sollevando dubbi sull’effettiva adozione di misure dissuasive.




