Val Venosta, un bambino muore precipitando da una roccia: salvato il compagno di giochi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un pomeriggio di inizio dicembre, quello che avrebbe dovuto essere solo un'avventura infantile tra amici, si è trasformato in una tragedia che ha colpito la frazione di Laudes, in Val Venosta. Jan Adam, un bambino di dieci anni, ha perso la vita precipitando da una parete rocciosa alta quasi duecento metri, un dislivello che non ha lasciato scampo nonostante l'immediato allarme e il successivo dispiegamento delle forze di soccorso. L'incidente è avvenuto venerdì intorno alle ore 17, quando i due minori, dopo aver riferito ai genitori di recarsi al parco giochi locale, avevano invece deciso di inoltrarsi nel bosco vicino, perdendo infine l'orientamento e trovandosi in una situazione di estremo pericolo. L'altro bimbo, undicenne, è stato trovato in stato di shock ma sostanzialmente illeso, aggrappato a un costone, mentre le ricerche del piccolo compagno si concludevano con l'amara scoperta del Corpo.
Le operazioni di soccorso nella notte
Le ricerche, attivate non appena è scattata la segnalazione di dispersione, si sono concentrate su un'area impervia e scoscesa, complicata dall'arrivo del buio e dalle temperature rigide della stagione. I soccorritori, coadiuvati da un elicottero della Guardia di finanza equipaggiato con visori notturni, hanno potuto localizzare il bambino sopravvissuto in una posizione di grande esposizione, raggiungendolo con tecniche alpinistiche e recuperandolo dopo un'operazione durata diverse ore. Il ragazzino, una volta tratto in salvo, è stato immediatamente trasportato in ospedale per gli accertamenti del caso, mentre sul posto proseguivano, con toni ormai sempre più flebili di speranza, le operazioni per ritrovare Jan. La dinamica, ricostruita anche attraverso le prime dichiarazioni del superstite, suggerisce che i due, una volta smarrito il sentiero, abbiano tentato di risalire la parete per ritrovare la via, imbattendosi in un passaggio fatale.
Il dolore di una vallata
La notizia della morte del piccolo ha gettato una cappa di dolore sull'intera comunità della Val Venosta, una di quelle realtà dove tutti si conoscono e una perdita simile risuona in ogni famiglia. Il sindaco di Laudes, nel confermare i dettagli della sciagura, ha espresso con poche e asciutte parole lo stato d'animo collettivo, affermando che “sarà un Natale di tristezza”, una dichiarazione che racchiude l'immensità di un lutto improvviso e inaccettabile. L'episodio riporta drammaticamente alla luce i rischi che l'ambiente montano, pur nelle sue bellezze, può nascondere, specialmente quando ci si allontana dai percorsi consigliati senza la necessaria esperienza o supervisione. Molti, in queste ore, ricordano i due bambini mentre giocavano insieme, un'immagine ordinaria che ora acquista il peso straziante di un ultimo ricordo.
L'inchiesta e gli accertamenti
Sul caso sono in corso gli accertamenti di competenza delle autorità, finalizzati a definire con precisione ogni aspetto della dinamica. Gli investigatori, ascoltando i familiari e analizzando la zona dell'incidente, lavorano per tracciare l'esatto percorso compiuto dai due amici e le circostanze che li hanno condotti fino al ciglio della roccia. L'attenzione è massima, come sempre accade quando a essere coinvolti sono minori, e il lavoro si svolge nel rispetto del dolore delle persone vicine alla vittima, evitando qualsiasi forma di spettacolarizzazione della tragedia. L'obiettivo, oltre a quello giudiziario, è anche quello di comprendere se esistano elementi, come la segnaletica o la manutenzione dei sentieri, che possano in futuro contribuire a prevenire simili sciagure.




