Netanyahu rompe il silenzio dopo tre giorni: le condoglianze per la morte del Papa
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Redazione Esteri
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Dopo un silenzio durato tre giorni, che non aveva mancato di sollevare critiche e perplessità, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso ufficialmente le condoglianze per la scomparsa di Papa Francesco. «Lo Stato di Israele esprime le sue più sentite condoglianze alla Chiesa cattolica e alla comunità cattolica mondiale per la morte del Pontefice. Possa riposare in pace», si legge nel messaggio diffuso dall’ufficio del premier su X, ex Twitter. Una presa di posizione arrivata a valle di polemiche che si erano accese soprattutto dopo la decisione del ministero degli Esteri israeliano di cancellare un precedente post di cordoglio, scatenando il malcontento dei diplomatici.
La mossa, definita da alcuni «dannosa» per le relazioni bilaterali, aveva alimentato il dibattito sull’atteggiamento di Tel Aviv, già sotto osservazione per il ritardo nelle reazioni ufficiali. Se da un lato il tweet del ministero – pubblicato il 21 aprile e poi rimosso senza spiegazioni – aveva suscitato disappunto, dall’altro l’assenza di un immediato intervento da parte di Netanyahu aveva ulteriormente complicato il quadro. Fonti vicine agli ambienti diplomatici hanno sottolineato come la gestione della vicenda abbia rischiato di minare un rapporto già delicato, soprattutto in un momento di tensioni internazionali.
Non è chiaro cosa abbia spinto il governo israeliano a eliminare il primo messaggio di cordoglio, né perché il premier abbia atteso così a lungo per pronunciarsi. Quel che è certo è che il passo indietro del ministero degli Esteri ha finito per amplificare le polemiche, trasformando un gesto di rispetto in una controversia politica. Alcuni osservatori hanno ipotizzato divergenze interne, mentre altri hanno parlato di una sottovalutazione delle implicazioni diplomatiche.




