Attacco russo al deposito di Chernobyl: un’ala del sito nucleare danneggiata da un drone

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il cielo dell’esclusione è stato nuovamente squarciato da un'esplosione, a più di un anno di distanza dal precedente raid che aveva compromesso il “New Safe Confinement”, l'enorme arco protettivo costruito attorno al reattore n.4 della centrale nucleare di Chernobyl. Questa volta, secondo quanto riportato da Kiev, il bersaglio del velivolo senza pilota – identificato come uno Shahed di fabbricazione iraniana – sarebbe un edificio destinato alla ricezione di contenitori di combustibile nucleare esausto.

L’impatto, avvenuto nelle ore notturne, ha provocato la parziale distruzione della struttura e l’innesco di un incendio che si è esteso su una superficie di circa quaranta metri quadrati; fiamme poi spente dai soccorsi senza che si registrassero vittime o feriti tra il personale.

Il quadro tecnico e la verifica dell’Aiea

La gestione dell’emergenza, va detto, ha funzionato a pieno regime, e i rilevamenti immediati non hanno mostrato alcuna variazione dei livelli di radioattività ambientale, i quali si mantengono nei parametri standard. L’operatore statale Energoatom ha comunque precisato che al momento del bombardamento, fortunatamente, l’edificio colpito non conteneva materiale irradiato: si trattava di una zona periferica dell’impianto di stoccaggio.

La notizia ha tuttavia innescato la procedura prevista per i casi di minaccia nucleare, portando l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ad annunciare l’invio immediato di una propria squadra di esperti: questi dovranno accertare l’entità dei danni e verificare la tenuta delle strutture adiacenti, collocate a pochi metri di distanza da quantitativi considerevoli di scorie.

La reazione di Zelensky e l’incontro di Londra

Proprio mentre gli specialisti dell’Aiea si preparavano a raggiungere il sito, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, atteso a Londra per un vertice con i leader europei (tra cui il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz), ha definito l’operazione russa “vile” e deliberatamente mirata contro le infrastrutture critiche del paese.

Lo stesso Zelensky ha poi allargato il quadro, ricordando come l’offensiva non si sia limitata alla zona di Chernobyl: nelle ultime ventiquattr’ore, ha spiegato, Mosca ha lanciato missili e droni anche contro altre tredici regioni, in un’escalation che sembra ignorare qualsiasi principio di protezione degli impianti sensibili in tempo di guerra.

La quotidianità della guerra: lo sparo sui balli nuziali

A decine di chilometri di distanza da lì, un altro episodio – se vogliamo meno grave nelle conseguenze ma altrettanto indicativo della ferocia del conflitto – si è consumato a Zaporizhzhia. Mentre un corteo nuziale tentava di immortalare il proprio giorno più bello all’aperto, le difese aeree ucraine hanno intercettato un drone Shahed diretto verso la città.

Il momento dell’abbattimento, finito in un video diventato virale, mostra la carcassa incandescente del velivolo che esplode e piomba giù sopra le teste degli sposi: questi, incredibilmente, hanno tirato dritti quasi come se nulla fosse, tra un applauso e qualche sguardo verso il cielo a ricordare che, in Ucraina, nemmeno un matrimonio riesce a schermare la popolazione dalla furia delle esplosioni.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.