Occupazioni licei Napoli, la protesta si allarga a quattro scuole
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Redazione Interno
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La protesta studentesca nelle scuole di Napoli si è allargata con l’occupazione di quattro licei: Umberto, Mercalli, Genovesi e Sannazaro. Nella mattinata di lunedì 12 ottobre gli studenti hanno interrotto le attività didattiche negli istituti, dopo la precedente mobilitazione al liceo Tito Lucrezio Caro. Cancelli chiusi e lezioni sospese hanno segnato l’avvio della nuova fase della protesta cittadina.
Le ragioni della mobilitazione studentesca
Al centro delle occupazioni ci sono le critiche degli studenti al definanziamento della scuola pubblica, alle riforme del ministero dell’Istruzione e del Merito e agli effetti del caro-vita sul diritto allo studio. Le rivendicazioni riguardano anche le condizioni degli edifici scolastici e la richiesta di maggiori risorse per il sistema dell’istruzione.
La mobilitazione napoletana si collega a un clima di protesta più ampio che ha coinvolto anche altre città italiane e a cui gli studenti hanno associato riferimenti alle iniziative nate in Francia e Spagna. Tra i temi citati dai collettivi compaiono anche il confronto sulle politiche scolastiche del governo, il limite agli studenti stranieri nelle classi e la destinazione delle risorse pubbliche.
Gli istituti coinvolti e l’avvio delle occupazioni
L’occupazione è partita nelle prime ore della giornata nei licei classici Umberto, Genovesi e Sannazaro e nel liceo scientifico Giuseppe Mercalli. Gli studenti hanno preso possesso degli spazi scolastici, avviando forme di autogestione mentre il normale svolgimento delle lezioni è stato sospeso.
Alcuni istituti hanno richiamato problemi specifici legati alla vita quotidiana delle scuole, dai servizi alle condizioni delle strutture. La protesta arriva dopo l’occupazione del Tito Lucrezio Caro, che aveva aperto la mobilitazione a Napoli nei giorni precedenti, contribuendo all’estensione dell’iniziativa ad altri licei cittadini.
Le iniziative collegate alla protesta
Gli studenti hanno inserito la mobilitazione napoletana in un percorso di contestazione che comprende anche appuntamenti pubblici già annunciati dai collettivi. Tra le adesioni indicate dagli occupanti figurano iniziative contro il caro-vita, per la scuola pubblica e su temi sociali più generali, con richiami alla richiesta di maggiori investimenti nei servizi pubblici.
Durante la giornata sono intervenute anche forze dell’ordine per accertamenti negli istituti coinvolti. Al liceo Umberto gli studenti hanno diffuso una nota per contestare ricostruzioni su presunte aggressioni al personale scolastico, sostenendo che l’ingresso nell’edificio fosse avvenuto senza episodi di violenza.
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