Bologna, la protesta non si ferma: picchetti davanti ai licei e piazza Aldrovandi occupata
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Redazione Interno
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La mattina del 17 ottobre a Bologna si è aperta con un nuovo presidio davanti ai licei Copernico, Minghetti e Sabin, dove centinaia di studenti hanno bloccato gli ingressi e le vie circostanti, mandando in tilt la viabilità cittadina. Un corteo si è poi mosso verso il centro, mentre un gruppo ha occupato piazza Aldrovandi utilizzando le transenne già presenti per chiudere l'accesso alle auto. Al Copernico le lezioni sono cominciate in ritardo per chi ha scelto di entrare, mentre al Sabin e al Minghetti nessuno è passato dai cancelli.
La mobilitazione prosegue dopo la giornata di tensione del 16 ottobre, quando davanti alla stazione centrale un gruppo di manifestanti ha forzato il cordone di polizia, dando vita a lanci di bottiglie, fumogeni e uova, respinti con una carica di alleggerimento e idranti.
Dieci denunciati e cinquanta identificati
La Questura sta procedendo all'identificazione di quanti, durante i cortei di venerdì, avrebbero commesso reati. Dieci persone sono già state individuate e verranno denunciate a vario titolo per danneggiamento aggravato, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, oppure sanzionate per manifestazione non autorizzata; per altre cinquanta la posizione è al vaglio degli inquirenti.
Nel pomeriggio del 16 ottobre circa tremila persone avevano riempito via Farini e via Marconi, con un gruppo a volto coperto in testa al corteo, in una manifestazione partita da piazza Minghetti con cori contro il caro-vita e gli aumenti.
L'occupazione del Laura Bassi e i danni
La settimana di mobilitazione era iniziata con l'occupazione della succursale di via Broccaindosso del liceo Laura Bassi, terminata nei giorni precedenti con ambienti imbrattati dalla polvere antincendio degli estintori aperti dagli occupanti. Il dirigente scolastico Michele Iuliano ha annunciato una denuncia formale all'autorità giudiziaria per interruzione di pubblico servizio e danneggiamento di beni pubblici, oltre all'avvio delle procedure per l'identificazione dei responsabili e degli iter disciplinari.
Gli studenti hanno replicato parlando di una responsabilità collettiva dell'occupazione, mentre la scuola ha dovuto fare i conti con la pulizia straordinaria degli ambienti e il ricaricamento degli estintori.
Il modello francese e le richieste degli studenti
A ispirare il movimento bolognese sono state le immagini delle proteste studentesche d'Oltralpe, con i giovani transalpini scesi in piazza contro i tagli all'istruzione e contro le spese militari. «Ci servono più aule non più bombe», è uno dei cori che accompagna i cortei, insieme a «soldi alla scuola non alla guerra e facciamo come in Francia».
Beatrice, studentessa del Laura Bassi, ha spiegato che le difficoltà quotidiane a scuola si intrecciano con la guerra, il carovita e le questioni geopolitiche: «La nostra socialità e, più in generale, le condizioni in cui viviamo la scuola stanno diventando davvero difficili da gestire». Enrico, portavoce del collettivo Cas e studente del Righi, ha raccontato che all'assemblea del Laura Bassi erano presenti i collettivi di almeno sette scuole: «Piazza Aldrovandi è uno dei pochi spazi in cui gli studenti possono incontrarsi gratuitamente».
Piazza Aldrovandi e le attività del presidio
Nella piazza occupata gli studenti hanno organizzato una grigliata, laboratori di serigrafia e gioielleria, partite di calcio e momenti di confronto tra i diversi istituti, con l'obiettivo dichiarato di trasformare il presidio in un luogo di incontro e partecipazione. La scelta del luogo non è casuale: durante l'estate l'area era stata al centro di polemiche per le misure di controllo degli accessi nelle ore serali, e per i ragazzi riprendersi quello spazio con le stesse transenne usate per limitarne l'ingresso ha un valore simbolico preciso.
Dalle casse del presidio risuonano canzoni francesi, mentre fuori è appeso uno striscione con la scritta «Dans la rue».
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