Frasi choc su Bossi, bufera sul consigliere Pd Casella: la Lega chiede le dimissioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La seduta del Consiglio comunale di Reggio Emilia di lunedì 28 settembre si è trasformata in un caso politico nazionale. Protagonista suo malgrado è Antonio Casella, consigliere comunale del Partito democratico, finito al centro di una bufera per alcune dichiarazioni pronunciate in aula e poi rilanciate dai media di tutta Italia.

La frase incriminata e il contesto della discussione

Tutto nasce da un ordine del giorno urgente presentato dalla consigliera di maggioranza Cinzia Ruozzi sul decreto del ministero dell'Istruzione relativo al tetto del 30 per cento di alunni stranieri per classe. Nelle premesse del documento si faceva un parallelo tra le difficoltà linguistiche e culturali degli studenti non italiani e quelle vissute dagli immigrati dal Meridione al Nord negli anni Sessanta e Settanta.

A contestare quel passaggio è stato il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio, Cristian Paglialonga, che ha definito quelle parole profondamente denigratorie verso tutti i meridionali. La replica di Casella è partita proprio da quell'attacco: «Trovo assurdo che queste parole arrivino da un partito alleato della Lega, che per anni ha denigrato la popolazione del Mezzogiorno».

Poi, il passaggio che ha scatenato il polverone: «Per fortuna l'ideatore di questa cosa qua pochi mesi fa il nostro Signore l'ha chiamato», riferendosi a Umberto Bossi, fondatore del Carroccio scomparso lo scorso marzo.

Le scuse del consigliere e la seconda dichiarazione contestata

Interpellato dal Resto del Carlino, Casella ha provato a ridimensionare la portata delle sue parole: «Quanto detto non voleva essere offensivo della memoria di Bossi e della sua persona. Intendevo dire che fortunatamente certe idee e posizioni politiche non sono più attuali». Il consigliere dem ha poi rilanciato le accuse: «Siamo al paradosso, con la destra che accusa noi di essere razzisti. Se come afferma Rinaldi la Lega attuale è diversa da quella di Bossi, non vedo perché debba sentirsi attaccato».

Ma non è finita qui, perché nel corso dello stesso consiglio comunale Casella è finito nell'occhio del ciclone anche per un'altra espressione. Rivolgendosi ai banchi dell'opposizione, ha definito «quella feccia che vi vota» alcuni utenti che sui social si erano lasciati andare a commenti di matrice razzista.

La richiesta di dimissioni e le reazioni del centrodestra

Le parole del consigliere Pd hanno provocato una reazione immediata e compatta da parte della Lega, che ha diffuso anche il video dell'intervento sui propri canali social. Il capogruppo reggiano del Carroccio, Alessandro Rinaldi, è stato tra i primi a intervenire: «Sentire pronunciare frasi di questo tenore all'interno dell'aula del Consiglio comunale è una vergogna. Si può essere avversari politici, ma manifestare compiacimento per la morte di una persona è qualcosa che nulla ha a che vedere con il confronto democratico». Rinaldi ha poi aggiunto: «Dovrebbe avere la dignità di dimettersi. Lo chiederemo anche nel corso del prossimo consiglio».

La richiesta di dimissioni è stata sostenuta dall'intero partito. Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo, ha parlato di «un'offesa alla memoria di Bossi, alla sua famiglia e a tutta la comunità leghista». La senatrice Lucia Borgonzoni, sottosegretario alla Cultura, ha rincarato la dose: «Quanto detto dal consigliere comunale del Pd che gioisce per la morte di Umberto Bossi è semplicemente inaccettabile, irripetibile e non degno di un luogo istituzionale».

E ha aggiunto: «Davvero si rallegra per la morte di un avversario politico? È questo il massimo della retorica del Pd per attaccare la Lega?».

Anche Forza Italia è intervenuta sulla vicenda. Il segretario regionale Pietro Vignali ha dichiarato che «da un consigliere comunale ci si aspetta equilibrio e rispetto per tutti i cittadini che è chiamato a rappresentare. Le parole di Casella sono incompatibili col suo ruolo».

La presa di distanza del Partito democratico

A complicare ulteriormente il quadro per Casella è arrivata anche la presa di distanza del suo stesso partito a livello provinciale. Massimo Gazza, segretario provinciale del Pd, ha commentato la vicenda senza mezzi termini: «Mi aspetto che Casella si renda conto di aver fatto uno scivolone. Chiedere scusa è un gesto di intelligenza».

La vicenda, nata da una discussione su un ordine del giorno relativo al decreto scuola sul tetto degli alunni stranieri, ha rapidamente superato i confini locali per trasformarsi in un caso politico nazionale, con il Carroccio che continua a chiedere le dimissioni del consigliere e una presa di posizione ufficiale da parte del Partito democratico.

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