Casella (Pd) si scusa per le frasi su Bossi: "Mi sono espresso in modo improprio". La Lega insiste: si dimetta

Casella (Pd) si scusa per le frasi su Bossi:Mi sono espresso in modo improprio". La Lega insiste: si dimetta
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Antonio Casella, consigliere comunale del Partito democratico a Reggio Emilia, ha chiesto scusa per le parole pronunciate lunedì durante la seduta di consiglio comunale, quando aveva definito una "fortuna" la morte di Umberto Bossi. "Lunedì, nella concitazione del momento, mi sono espresso in modo assolutamente improprio e non rispettoso del ruolo istituzionale", ha dichiarato il consigliere, aggiungendo di voler "scusarsi profondamente con il consiglio comunale, la famiglia Bossi e tutte le persone che gli hanno voluto bene".

La frase che ha scatenato la bufera

Le dichiarazioni incriminate sono arrivate nel corso di un acceso dibattito su un ordine del giorno urgente presentato dal Pd riguardante il tetto agli studenti stranieri nelle classi, introdotto da un decreto del ministero dell'Istruzione. Nel documento si faceva riferimento alle difficoltà linguistiche e alle differenze culturali affrontate dagli immigrati dal Meridione al Nord negli anni Sessanta e Settanta.

Il capogruppo di Fratelli d'Italia, Cristian Paglialonga, ha contestato duramente quel passaggio, definendolo "profondamente denigratorio verso tutti i meridionali".

La replica di Casella è stata duplice: da un lato ha ricordato l'alleanza trentennale tra Fratelli d'Italia e la Lega, sottolineando come il Carroccio avesse in passato definito i meridionali "gente inferiore"; dall'altro ha aggiunto la frase finita al centro della polemica: "Per fortuna l'ideatore di questa cosa qua, pochi mesi fa, il nostro Signore l'ha chiamato".

La richiesta di dimissioni della Lega

La reazione del Carroccio è stata immediata e durissima. Il capogruppo reggiano della Lega, Alessandro Rinaldi, ha dichiarato che Casella "ha dimostrato di non avere rispetto per il ruolo istituzionale che ricopre" e che "dopo aver espresso pubblicamente compiacimento per la morte di Umberto Bossi, dovrebbe avere la dignità di dimettersi".

La richiesta è stata sostenuta dall'intero partito. La senatrice e sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni ha definito le parole "semplicemente inaccettabile, irripetibile e non degno di un luogo istituzionale", chiedendo "immediatamente le dimissioni di chi evidentemente non merita di rappresentare i cittadini". Il segretario regionale Matteo Rancan ha parlato di un atteggiamento che dimostra "come la sinistra combatta con violenza da regime gli avversari politici piuttosto che usare idee e proposte".

Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord

Umberto Bossi, scomparso lo scorso 19 marzo all'età di 84 anni all'ospedale di Varese, è stato il fondatore della Lega Lombarda prima e della Lega Nord poi, protagonista della politica italiana dalla fine degli anni Ottanta. Soprannominato il "Senatùr", è stato più volte ministro nei governi guidati da Silvio Berlusconi, per le Riforme istituzionali e la devoluzione tra il 2001 e il 2004, e per le Riforme per il federalismo dal 2008 al 2011.

La sua figura è legata a doppio filo alla storia del Carroccio, dai raduni di Pontida alle battaglie per il federalismo, ma anche a dichiarazioni controverse nei confronti del Mezzogiorno. Nel 2019 era stato condannato a un anno e quindici giorni di reclusione per vilipendio al presidente della Repubblica, per aver dato del "terùn" a Giorgio Napolitano, pena poi condonata dalla grazia di Sergio Mattarella.

Le scuse e il contesto

Nella sua nota di scuse, Casella ha voluto precisare le ragioni del proprio intervento: "Da meridionale emigrato al Nord ormai molti anni fa, il tema del razzismo mi tocca profondamente perché l'ho vissuto sulla mia pelle". Il consigliere ha poi aggiunto una metafora legata alla sua professione di capotreno: "Un capotreno non dovrebbe mai uscire dai binari, purtroppo questa volta è successo e chiedo scusa".

Oltre alla frase su Bossi, durante la stessa seduta Casella si era rivolto ai banchi del centrodestra definendo "quella feccia che vi vota" alcuni utenti responsabili di messaggi razzisti sui social. Anche su questo punto è arrivata la condanna della Lega, che ha chiesto al Partito democratico di prendere le distanze dal proprio consigliere.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.