Stadio della Roma, l'assessore Veloccia anticipa novità prima di Natale per il progetto di Pietralata

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’iter per la costruzione del nuovo stadio della Roma a Pietralata, un dossier che si trascina da anni fra speranze e intoppi, sembra essere prossimo a una svolta significativa. A indicare una prossima accelerazione è stato l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia, il quale, intervenendo a margine della cerimonia per la posa della prima pietra del Rome Technopole, ha dichiarato senza mezzi termini che “ci saranno novità prima di Natale”. Una dichiarazione che, se da un lato alimenta le attese della società e dei tifosi, dall’altro lega inscindibilmente il destino dell’impianto giallorosso a un più ampio e ambizioso piano di riqualificazione urbana per il quadrante Tiburtina-Pietralata, un’area già destinata ad accogliere, oltre al Technopole, una residenza universitaria e la facoltà di Ingegneria.

Il contesto di una trasformazione urbana più ampia

Le parole di Veloccia, che ha sottolineato come si stia lavorando perché quel quadrante “abbia finalmente anche lo stadio”, non lasciano spazio a equivoci: il progetto non viene più considerato come un’opera a sé stante, bensì come un tassello fondamentale, forse il più iconico, di una riconversione di ampio respiro. Questo approccio, che integra infrastrutture sportive, accademiche e di innovazione tecnologica, mira a ridisegnare completamente la porzione orientale della città, creando un polo di attrazione che vada ben oltre il solo evento calcistico della domenica. Lo stadio, in quest’ottica, assume il valore di un catalizzatore di sviluppo, un’opera sulla quale le istituzioni – come ha tenuto a precisare l’assessore – dimostrano una forte convergenza di intenti con la proprietà del club.

I tempi tecnici e il percorso verso il cantiere

Al di là delle anticipazioni politiche, il percorso burocratico e autorizzativo sembra aver ormai delineato un cronoprogramma piuttosto definito, benché soggetto alle inevitabili verifiche dei fatti. Si parla, infatti, di un progetto definitivo già pronto per essere presentato in Campidoglio, mentre la conferenza dei servizi con valenza autorizzativa sarebbe calendarizzata nella prima parte del nuovo anno. La sua chiusura, operazione cruciale che sblocca gli step successivi, è attesa entro la fine della prossima primavera, per poi procedere, dopo la pausa estiva, alla stipula della convenzione e all’avvio della gara. Una sequenza che, se rispettata senza intoppi, potrebbe portare all’apertura dei cantieri prima della fine del 2025, aprendo concretamente la strada al 2026 come anno potenziale della realizzazione.

La volontà politica e il superamento delle opposizioni

Nel ribadire l’impegno comune delle istituzioni e della società, Veloccia non ha ignorato l’esistenza di resistenze al progetto, affermando che “è vero che c’è chi non lo vuole fare”. Tuttavia, ha subito contrapposto a questa minoranza quella che ha definito una “stragrande maggioranza di persone” favorevole, includendo in essa sia le parti istituzionali sia il club stesso. Questo passaggio, più che una semplice valutazione, suona come un chiaro indirizzo politico volto a sottolineare la determinazione dell’amministrazione nel portare avanti l’opera, nonostante le voci contrarie che, in passato, hanno contribuito a rallentare o a far naufragare proposte analoghe per altri siti. Il riferimento alla volontà popolare, seppur generico, serve a costruire una narrativa di consenso attorno a un’infrastruttura che ambisce a diventare simbolo di una Roma proiettata verso il futuro.

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