Borsa di Tokyo, il Nikkei tocca quota 70mila in una seduta storica tra record e prese di profitto
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Redazione Economia
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La Borsa di Tokyo ha chiuso l'ultima seduta con un rialzo marginale, nello 0,13%, ma la giornata rimarrà comunque impressa negli annali finanziari per un traguardo che sembrava quasi irraggiungibile solo poche settimane fa. L'indice Nikkei 225, il barometro per eccellenza dell'economia nipponica, ha infranto per la prima volta nella sua storia la soglia psicologica dei 70.000 punti, toccando un massimo intraday di 70.020,68 punti. Un exploit che ha catalizzato l'attenzione degli operatori di tutto il mondo, sebbene la chiusura a 69.
404,50 punti abbia poi ridimensionato parzialmente l'entusiasmo iniziale, a causa di fisiologiche prese di profitto che hanno ridotto il guadagno a un +0,13%.
La mossa storica della Bank of Japan e il contesto geopolitico
Questo record storico, che arriva a meno di due mesi dal precedente superamento di quota 60.000 punti, è stato alimentato da un mix di fattori difficilmente replicabile. Da un lato, l'ottimismo generato dall'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz ha contribuito ad allentare le tensioni geopolitiche, facendo scendere il prezzo del petrolio Brent sotto la soglia degli 80 dollari al barile e iniettando nuova linfa vitale nei mercati azionari globali.
Dall'altro lato, e forse con un impatto ancora più diretto sulla piazza giapponese, la Bank of Japan ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli all'1% per la prima volta dal lontano 1995. Una mossa ampiamente anticipata dagli analisti, che tuttavia non ha scalfito l'appetito per il rischio, anzi, è stata interpretata come un segnale di fiducia nella robustezza della ripresa economica del Paese.
La forza dei titoli tecnologici e il ruolo dell'intelligenza artificiale
A spingere il Nikkei verso vette inesplorate sono stati, come ormai consuetudine, i giganti della tecnologia e dei semiconduttori, che hanno trainato un rally alimentato dalla febbre per l'intelligenza artificiale. La domanda di componenti elettronici e chip legati all'AI ha infatti sostenuto le esportazioni giapponesi a maggio, contribuendo a ridurre il deficit commerciale e a migliorare il sentiment degli investitori.
Un'impennata che non ha conosciuto ostacoli nemmeno di fronte alla stretta monetaria della BoJ, dimostrando come la narrativa legata all'innovazione tecnologica stia momentaneamente sovrastando le preoccupazioni legate al costo del denaro. Gli occhi degli investitori sono ora puntati sull'esordio del nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, al suo primo incontro di politica monetaria, da cui ci si aspetta un messaggio di continuità nonostante le incertezze legate all'eredità lasciata dal suo predecessore.
Performance contrastate nel resto dell'Asia e prospettive sui mercati
A differenza di Tokyo, le altre borse asiatiche hanno mostrato un andamento contrastante, con Seoul e Hong Kong in territorio negativo rispettivamente dello 0,2% e dello 0,8%, penalizzate dalle vendite sui titoli tecnologici americani e dall'attesa per le decisioni della Fed. L'indice Kospi sudcoreano ha risentito della debacle dei big del settore AI a Wall Street, mentre l'Hang Seng ha subito le incertezze legate all'economia cinese.
In questo scenario, il Giappone si conferma dunque un'eccezione, un mercato che grazie a una combinazione di politiche economiche interne e venti favorevoli dal contesto internazionale, sembra aver trovato una propria via verso nuovi massimi, sebbene la cautura degli operatori sia rimasta alta fino all'ultimo minuto di contrattazione.




