Igor Protti, l'augurio per il 2026: «Basterebbe non avere altre brutte notizie»
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Redazione Sport
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Con una sobrietà che toglie il fiato, Igor Protti ha affidato a Instagram il bilancio di un anno lacerante e un timido sguardo verso il futuro. L'ex attaccante, che ha vestito, tra le altre, le maglie di Bari, Livorno, Lazio e Napoli, ha descritto il passaggio al 2026 come la chiusura di un periodo "difficile", il quale gli ha lasciato "in eredità una durissima sfida". Un riferimento diretto, anche se non esplicitato nel messaggio di fine anno, alla malattia che lo ha colpito e che lui stesso ha reso pubblica lo scorso luglio.
Un Capodanno diverso, tra dolore e gratitudine
La vigilia è stata "diversa da sempre", ha scritto, trascorsa in casa con la compagna Daniela, affrontando anche una certa dose di dolore fisico. Protti non nasconde l'incertezza che avvolge il suo domani, un sentimento che però viene controbilanciato da una ferma dichiarazione di intenti: quella di affrontare tutto "al meglio delle mie possibilità fisiche e psicologiche". In questa tensione tra la precarietà della condizione e la determinazione a reagire, si colloca il cuore del suo messaggio, che evita toni trionfalistici per abbracciare una fragile, potentissima umanità.
La richiesta essenziale al nuovo anno
"Cosa chiedere al 2026?", si è interrogato. La risposta, ha ammesso, potrebbe essere facile e scontata: sognare la guarigione. Eppure, l'ex calciatore, noto per il suo fiuto del gol in area di rigore, questa volta sposta il bersaglio e punta a un traguardo più immediato e forse, nella sua semplicità, più profondo. "Sarei felice di non avere altre brutte notizie", ha confidato, dimostrando come a volte la speranza si nutra più della volontà di arginare le avversità che non della pretesa di annullarle. Una prospettiva che trasforma il semplice "tirare avanti" in un atto di coraggio quotidiano.
Il ringraziamento per il dono più grande
Proprio da questa consapevolezza sgorga il sentimento che chiude il suo post, un grazie rivolto non verso qualcosa di esterno, ma verso l'esistenza stessa. "Ringrazio la vita per esserci ancora", ha concluso, prima di rivolgere a tutti l'augurio di salute e serenità. Sono parole che racchiudono tutto il percorso di un uomo che, dopo aver conosciuto gli applausi degli stadi, si misura oggi con un avversario ben più insidioso, trovando nella resilienza silenziosa e nella gratitudine per il presente le uniche armi davvero indispensabili.




