L'addio a Igor Protti, il giorno di Rimini e il ricordo dei compagni: "Era uno che ti veniva incontro"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo l'abbraccio commovente di Livorno, dove oltre dodicimila persone hanno gremito lo stadio Armando Picchi per l'ultimo saluto, la Romagna si prepara a rendere onore al suo figlio più illustre. Oggi, dalle 17:00 alle 18:00, lo stadio Romeo Neri di Rimini aprirà le porte alla cittadinanza per una cerimonia pubblica, alla presenza della famiglia Protti, prima che le sue ceneri vengano disperse in quel mare dove tutto ebbe inizio.

Una folla silenziosa e partecipe è attesa per tributare il giusto riconoscimento a Igor Protti, il "bimbo" di Rimini che divenne "Lo Zar" del gol, capace di scalare tutte le vette del calcio italiano e di conquistare il cuore di tifoserie intere, un primato che condivide solo con un altro "eroe romantico" del pallone, Dario Hübner.

L'ultimo saluto della sua città natale

L'iniziativa, comunicata dall'amministrazione comunale di Rimini, vuole offrire alla comunità l'opportunità di riabbracciare idealmente il campione scomparso a soli 58 anni a causa di un tumore al colon contro cui lottava da circa un anno con il coraggio che lo aveva sempre contraddistinto. La cerimonia, che si svolgerà in accordo con i famigliari, rappresenta il momento clou del cordoglio cittadino per un uomo che, nonostante i trionfi a Livorno e le tappe importanti a Bari e Lazio, non ha mai dimenticato le proprie radici.

Nella sua terra d'origine, Protti è ricordato non solo per i gol, ma per la sua umanità e per la capacità di essere un punto di riferimento anche per le giovani generazioni.

Il commosso ricordo di Adrian Ricchiuti

A tracciare un ritratto intimo e profondo dell'uomo e del capitano è Adrian Ricchiuti, che con Protti ha condiviso lo spogliatoio a Livorno e che tornerà a Rimini appositamente per rendergli omaggio. "È una notizia che dispiace tantissimo, perché Igor era una bellissima persona", ha dichiarato Ricchiuti, sottolineando come il legame fosse rimasto forte anche dopo gli anni trascorsi insieme. "In seguito mi è venuto a trovare anche quando giocavo nel Rimini Calcio; eravamo rimasti in contatto. sono situazioni che fanno male, soprattutto perché non ci si dà una spiegazione per la perdita di un ragazzo così giovane, pieno di vita e splendido". Ricchiuti ha ricordato gli anni in cui, giovane e alle prime armi, poté contare sui preziosi consigli del "navigato esperto" Protti, un compagno che, nonostante i successi e un record che lo avrebbe reso candidato alla Scarpa d'Oro, rimaneva sempre disponibile e pronto ad aiutare il prossimo.

"Mai visto un calciatore così amato"

Il coro di stima e affetto per Protti si leva alto anche da chi ha condiviso con lui i momenti più intensi della carriera. Angelo Terracenere, compagno di squadra ai tempi del Bari nel 1992, quando lo "Zar" arrivò in Puglia per oltre sei miliardi di lire, lo ricorda con parole che lasciano spazio solo all'ammirazione. "Non ho mai visto un calciatore così amato dalle tifoserie. Ha giocato in provincia ma anche in grandi città. E ovunque sia andato, anche in quelle poche annate in cui non ha fatto tantissimi gol, è unanimemente stato ammirato. questo fa capire l'umanità della persona". Terracenere, che fu protagonista di un celebre aneddoto raccontato dallo stesso Protti riguardante una scommessa in una piscina gelata, ha sottolineato la semplicità e la profondità di un calciatore che, anche nello spogliatoio, sapeva sempre trovare la parola giusta al momento giusto. "Spero gli intitolino qualcosa. Se non lo stadio, almeno la curva", ha concluso l'ex calciatore, esprimendo il desiderio che la città di Bari possa onorare per sempre la memoria del suo bomber.

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