L'ultimo saluto a Igor Protti, il Picchi si commuove per lo Zar
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Redazione Sport
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I cancelli dell'Armando Picchi si sono aperti tante volte per accogliere il suo numero nove, per celebrarne i gol e la dedizione. Questa volta, purtroppo, lo hanno fatto per un saluto che nessuno avrebbe voluto dare, per permettere a una città intera di stringersi attorno alla memoria di Igor Protti, l'uomo che più di ogni altro ha saputo incarnare i colori amaranto, portandoli addosso come una seconda pelle.
Nel pomeriggio del 20 giugno, lo stadio di Livorno è diventato il palcoscenico di un commosso e partecipato addio, con migliaia di persone accorse per rendere omaggio a quello che per tutti era semplicemente lo Zar.
Diecimila voci per un unico abbraccio
Oltre diecimila persone hanno invaso gli spalti e la tribuna del Picchi, un fiume silenzioso e partecipe che ha trasformato il dolore in un coro collettivo. La presenza massiccia ha richiesto addirittura l'apertura del settore ospiti, a testimonianza di un affetto che ha travalicato ogni confine tra tifoserie.
Non c'è stato bisogno di appelli, perché il richiamo di Protti è stato più forte di qualsiasi proclama: sciarpe al vento, striscioni carichi di significato e un tripudio di cori hanno scandito le ore dell'ultimo saluto, con la curva nord che ha fatto da cassa di risonanza a un sentimento difficile da descrivere a parole.
Il commiato della curva e dei suoi compagni
La curva nord, come sempre, è stata la protagonista assoluta della cerimonia, organizzando un tributo da brividi per il calciatore scomparso il 19 giugno dopo una lunga e difficile lotta contro la malattia. I tifosi hanno esposto un grande striscione che recitava una verità semplice e profonda: Protti era prima di tutto un uomo, e questa sua umanità si è percepita in ogni angolo dello stadio, mescolandosi alle lacrime e alla commozione generale.
A rendere il momento ancora più intimo e toccante è stata la presenza dei suoi ex compagni di squadra, volti noti come Amelia, Diamanti, Bagnoli, Galante e i fratelli Lucarelli, che hanno voluto idealmente ricompattarsi attorno al loro ex capitano per tributargli l'ultimo, doveroso saluto.
Le istituzioni e il peso di una leggenda
Il valore umano e sportivo di Igor Protti è stato riconosciuto anche dalle massime autorità cittadine e sportive, con il sindaco Salvetti, il presidente della Lega Pro Marani e l'intera dirigenza del Livorno presenti al Picchi per testimoniare quanto il percorso di questo attaccante abbia segnato la storia del calcio toscano e non solo. La sua capacità di essere un punto di riferimento dentro e fuori dal campo ha fatto sì che oggi, nel giorno del commiato, non ci si limitasse a piangere il calciatore, ma si celebrasse l'eredità morale di un simbolo.
La città di Livorno, con il suo abbraccio corale, ha voluto restituire a Protti tutto l'amore che lui stesso ha sempre riversato per la maglia amaranto, trasformando un addio doloroso in un momento di altissima e partecipata commozione collettiva.




