Livorno, l’ultimo abbraccio allo “Zar” Protti: diecimila persone allo stadio Picchi
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Redazione Sport
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Il feretro di Igor Protti è entrato nel pomeriggio allo stadio Armando Picchi, dove l’ex capitano amaranto, scomparso il 19 giugno all’età di 58 anni, ha ricevuto l’estremo saluto dalla città che lo ha amato. Erano oltre diecimila le persone presenti sugli spalti per onorare la memoria dell’attaccante, che tra il 1999 e il 2005 fu protagonista della cavalcata che riportò il Livorno dalla Serie C1 alla massima serie.
La bara, proveniente dalla camera ardente allestita al cimitero di Cecina, ha fatto il suo ingresso sul terreno di gioco intorno alle 18, sfilando sotto la curva nord per poi proseguire il giro di campo fino alla tribuna d'onore.
Il lutto cittadino e la risposta della tifoseria
Il sindaco Luca Salvetti, presente alla cerimonia insieme al presidente della Lega Pro Marani e alla dirigenza del club, aveva dichiarato il lutto cittadino per l'intera giornata del 20 giugno, con le bandiere degli edifici comunali esposte a mezz'asta. La risposta dei tifosi è stata imponente, tanto da richiedere l'apertura anche del settore ospiti per accogliere le migliaia di persone accorse allo stadio. La curva nord "Fabio Bettinetti" ha esposto un grande striscione che recitava: "Ciao Igor, oggi salutiamo l'uomo prima ancora del calciatore. Solo chi ti ha vissuto può capire".
La commozione degli ex compagni e il ricordo del campo
Sul prato del Picchi, accanto ai familiari, si sono stretti numerosi ex compagni di squadra, tra cui Marco Amelia, Alessandro Diamanti, Fabio Galante e i fratelli Cristiano e Alessandro Lucarelli. Cristiano Lucarelli, che con Protti formò una coppia d'attacco leggendaria, si è detto estremamente provato: "Oggi è l'unica volta in cui non vorrei essere qui. Mi devo abituare all'idea che non ci sia più, non sono emotivamente equilibrato". Marco Amelia ha invece ricordato l'umanità e l'etica professionale dell'ex capitano: "Era il primo che arrivava al campo e l'ultimo che andava via".
Una carriera da record e il legame con Livorno
Igor Protti, soprannominato "lo Zar", è stato uno degli attaccanti più prolifici del calcio italiano, detenendo il primato, condiviso con Dario Hubner, di essere stato capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1. La sua impresa più celebre rimane quella del campionato 1995-96, quando con 24 reti vinse la classifica marcatori della massima serie con il Bari, unica squadra retrocessa nella storia a vantare un capocannoniere.
Dopo alcune esperienze con Lazio, Napoli e Reggiana, Protti scelse di tornare a Livorno in C1 per iniziare un ciclo che lo rese indissolubilmente legato ai colori amaranto. Oggi, dopo la cerimonia livornese, la salma proseguirà domani per il secondo giro di campo allo stadio di Rimini, sua città natale, prima di essere cremata e poi portata a Bari.




