Rutte, “Possiamo fidarci degli Stati Uniti”
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Redazione Esteri
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Bruxelles – “Possiamo fidarci degli Stati Uniti”. Con queste parole, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha voluto rassicurare gli europei in un momento in cui dilagano i dubbi sul nuovo corso di Donald Trump. Il presidente eletto degli Usa si insedierà il 20 gennaio, ma nel frattempo le sue dichiarazioni producono ombre sul futuro delle relazioni trans-atlantiche. Preoccupa in particolare l’intenzione dichiarata di Trump di impossessarsi della Groenlandia.
Si è registrato grande scalpore, quando Donald Trump non ha escluso di ricorrere alla forza per ottenere il controllo della Groenlandia e del Canale di Panama. Vari politici e analisti hanno duramente criticato la posizione del presidente americano in pectore, accusandolo di essere un autoritario con tendenze espansionistiche. Addirittura, c’è chi ha detto che, con le sue parole, avrebbe invogliato Mosca e Pechino a tenere comportamenti simili.
La Groenlandia ha un grosso problema di immagine: nelle mappe sembra che sia grossa quanto l’Africa intera, ma non è così. È una distorsione del metodo usato per rappresentarla, la “proiezione di Mercatore”. In realtà, l’area della Groenlandia è meno del 10% di quella dell’Africa. Del resto, il nome stesso di “Greenland” (“Terra Verde”) è un po’ un imbroglio. Era stato inventato dal primo Europeo che c’è arrivato, il Vichingo Erik il Rosso, che aveva scelto questo nome probabilmente per attirare colonizzatori dalla Norvegia.
Il giorno in cui Trump assumerà la presidenza degli Stati Uniti, già è iniziato a spirare sul mondo un ciclone dagli esiti devastanti.




