Il Milan chiude vincendo, ma l’attenzione era tutta per la contestazione
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Redazione Sport
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Nonostante il 2-0 rifilato al Monza nell’ultima giornata di campionato, pochi ieri sera hanno davvero parlato del gioco. Quello che resterà nella memoria non sono i gol di Gabbia e Joao Felix, ma il coro unanime di disappunto che ha attraversato San Siro, trasformando quello che avrebbe potuto essere un semplice addio alla stagione in una plateale protesta contro la gestione del club.
La vittoria, peraltro ininfluente ai fini della classifica, è passata in secondo piano rispetto al malcontento dei tifosi, che hanno riempito lo stadio non per tifare, ma per far sentire la propria voce. La Curva Sud, cuore pulsante della contestazione, è stata affiancata da migliaia di sostenitori arrivati da tutta Italia e non solo, pronti a sfogare una frustrazione accumulata in mesi di risultati deludenti e scelte societarie discutibili.
Sul campo, il Milan ha dimostrato ancora una volta le sue contraddizioni: qualche lampo di qualità, come la prova positiva di Gabbia e l’efficacia di Joao Felix, ma anche tanta confusione, con errori imbarazzanti e un gioco spesso prevedibile. Musah, bersaglio dei fischi dopo ogni passaggio sbagliato, ha incarnato la mediocrità di una squadra che, nonostante il settimo posto provvisorio, ha deluso le aspettative.




